Auditions 2014: news for viola players!
In alternative to the Vanhal concert it might be presented the second movement of the Hoffmeister D-major concert.
Give a look to the regulation! https://theresia.online/new-auditions/

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Do you want to be a TYBO musician? New auditions are scheduled on 31th January and 1st and 2nd February in Bolzano (IT)
Which instruments? Violin , viola, contrabass , trumpet, clarinet, bassoon and horn!
Here are all the informations:
https://theresia.online/new-auditions/
Enjoy our backstage photos!

Lunga serata e tanti applausi per gli archi di Theresia Youth Baroque Orchestra: la nostra orchestra giovanile protagonista di un bellissimo concerto, che ne ha messo in luce le doti di elasticità e freschezza. Non era compito semplice quello di eseguire per tre volte di seguito gli stessi concerti (l’Estaste di Vivaldi e il Concerto op. XI n. 8 di Bonporti) con tre diverse soliste, la svizzero-cinese Anais Chen , l’italiana Esther Crazzolara e la tedesca Anne Kaun.
Le tre violiniste si sono confrontate nella Finale del Premio Bonporti, e alla fine ad avere la meglio è stata la tedesca Anne Kaun a cui è andato il II Premio (I non assegnato), e il Premio Speciale della Giuria, mentre Esther Crazzolara è stata premiata con il III Premio, il Premio Speciale del Pubblico e il Premio Speciale “Theresia”.
L’esecuzione compatta e precisa di Theresia ha dato modo a ciascuna delle tre soliste di proporre a pubblico e giuria la propria interpretazione dei due concerti, con differenze (nello stacco dei tempi, nell’articoltazione e nelle dinamiche) a volte particolarmente sensibili ma sempre assecondate dall’orchestra: sensibile la sintonia di volta in volta dimostrata con ciascuna solista.
Well done, Theresia!

Theresia Youth Baroque Orchestra dal classicismo di Mozart e Haydn, repertorio per eccellenza della giovane orchestra, agli accesi chiaroscuri del barocco italiano: questa sera gli archi di Theresia si misurano infatti con Vivaldi e Bonporti, proponendo l’Estate e l’Autunno dalle Quattro Stagioni di Vivaldi e il Concerto op. XI n. 8 di Francesco Antonio Bonporti. Il programma (che sarà replicato per tre volte di seguito con tre diverse soliste, dato che l’occasione del concerto è la Finale dei Premio Bonporti) è una bella occasione per la sezione degli archi di misurarsi con un repertorio altamente specialistico e di perfezionare ulteriormente l’affiatamento e la compattezza: “Un importante momento formativo” spiega il Direttore Artistico Mario Martinoli “che ci permette di mettere a fuoco la qualità esecutiva degli archi in attesa di tornare, anche in vista delle audizioni che faremo a gennaio, a lavorare con l’organico completo (40 elementi tra archi e fiati) su un repertorio più prettamente classico”.
L’occasione di questa sera (alle 20.30, Sala Filarmonica, Rovereto) vivrà di una particolare spettacolarità anche nell’incontro di Theresia con tre diverse soliste, Anais Chen , Esther Crazzolara e Anne Kaun.
Anais Chen, nata a Zurigo, ha studiato violino moderno nella propria città, a Detmold e a Berlino, specializzandosi poi in violino barocco all‘Universität der Künste di Berlino e alla Schola Cantorum di Basilea con Chiara Banchini (Master in Early Music Performance Praxis). Come solista ed in ensemble suona oltre che con i gruppi che ha fondato Ensemble Daimonion e L’Istante, con altri ensembles quali La Fenice (Jean Tubéry), Gli Angeli Genève, La Cetra Barockorchester Basel, Basler Kammerorchester, Il Profondo, Freitagsakademie Bern, Kesselberger Ensemble, The musicke’s pleasure garden. Ha insegnato dal 2010 al 2012 violino barocco e musica da camera barocca alla
Hochschule für Musik di Karlsruhe (Germania) e vinto numerosi premi in Germania, Belgio, Austria ed Italia, tra cui il Premio Bonp
orti di Rovereto per ensemble nel 2010.
Esther Crazzolara, nata a Brunico, si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano (G. Egger); ha proseguito gli studi al Mozarteum di Salisburgo conseguendo il Master indirizzo di musica antica (H. Kurosaki) ed Diploma di II livello in violino barocco al Conservatorio di Verona (E. Parizzi), entrambi con lode. Ha frequentato masterclass di violino barocco con, fra gli altri, S. Ritchie, R. Goebel, A. Steck, E. Onofri. Ha suonato con varie orchestre in Europa tra cui Britten- Pears Baroque Orchestra, European Union Baroque Orchestra, Bozen Baroque Orchestra, Accademia Bizantina, Il Complesso Barocco, Theresia Youth Baroque Orchestra, con direttori tra i quali L. U. Mortensen, C. Banchini, E. Onofri. con l’Ensemble Girandole Armoniche ha vinto nel 2013 il premio “Weichlein” all’International Biber-Competition (Austria).
Anne Kaun, laureata in medicina presso l’Università di Lipsia, ha completato privatamente gli studi musicali (G. Kallweit). Affascinata dalla musica antica inizia lo studio del violino barocco presso l’Hochschule für Musik und Theater “Felix Mendelssohn Bartholdy” di Lipsia (S. Scholz). Lo prosegue attualmente al Conservatorio Reale de L’Aia (R. Terakado). Suona presso festival internazionali in tutta Europa (Vienna, Grandezze e Meraviglie di Modena e altri). E‘ spesso ospite in molti ensembles barocchi come il Michaelis Consort ed il Leipziger Concert. Con Camerata Bachiensis ha vinto l’International Telemann Competition di Magdeburg (Germania, 2013) e il premio della Mitteldeutsche Barockmusik. Ha frequentato masterclass e
suonato tra gli altri con P. Pandolfo, M. Kraemer, B. Kuijken, S. Kuijken, R. Goodman, A. Bernardini, O. Edouard, E. Gatti.

Intervista con la “spalla” dell’orchestra Maria Kaluzhskikh
E’ Maria Kaluzhskikh la spalla di Theresia Youth Baroque Orchestra nello stage autunnale in corso in questi giorni a Rovereto e che vedrà la compagine impegnata nella Finale del Premio Bonporti: 31 anni, alle spalle lunghi studi al Conservatorio di Mosca, cui sono seguiti due anni di perfezionamento a Vienna e recentemente un corso specialistico in violino barocco alla Scuola Civica di Milano con Stefano Montanari. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua esperienza con Theresia: “Ho fatto le audizioni lo scorso gennaio e sono stata presa: per lo stage e i concerti estivi ho avuto l’incarico di primo dei secondi violini; in questa occasione invece sono spalla, konzertmeister, ed è una grande soddisfazione.”
Com’è suonare in Theresia? “Una bellissima esperienza: Claudio Astronio è un grande musicista, ha una visione dell’orchestra davvero interessante; inoltre a me piace suonare in un ensemble formato da persone giovani: c’è una grande voglia di suonare, una bella energia in persone che hanno alle spalle già importanti esperienze professionali ma che allo stesso tempo hanno ancora da imparare e non si adagiano sugli allori… C’è molto entusiasmo, io vedo il fuoco negli occhi dei miei colleghi in orchestra!”
Theresia è impegnata nella Finale del Premio Bonporti, questo significa che dovrà suonare lo stesso repertorio (due concerti di Vivaldi e uno di Bonporti) con tre diverse soliste: come ci si prepara a una situazione così particolare?
“E’ sicuramente un lavoro impegnativo: c’è una prima fase in cui si preparano per così dire le “basi”, ovvero l’intonazione, l’insieme, si studia per raggiungere la massima concentrazione e il miglior affiatamento dell’orchestra. Ogni solista però può dare la sua impronta e imporre scelte esecutive che determinano differenze anche significative a livello di articolazione, stacco dei tempi, dinamica: Vivaldi permette una grande libertà in questo senso e di solito si prendono appunti con matite di tre colori diversi per non fare confusione! Noi comunque dobbiamo partire dal presupposto che siamo al servizio di ciascuno dei tre solisti, aiutarli a realizzare al meglio la loro interpretazione.”
Che tipo di lavoro implica rivestire il ruolo di spalla?
“Io sono spesso primo violino in ensemble cameristici, sono stata primo dei secondi in Theresia, ma è la prima volta che copro il ruolo di spalla, di konzermeister, in orchestra ed è sicuramente più impegnativo: è un’esperienza che mi mette alla prova, che mi costringe a dare il massimo. Come spalla mi sento responsabile dell’orchestra, anche perchè suoniamo senza direttore: è un ruolo che richiede molta autorevolezza, perchè se dici qualcosa devi esserne sicuro e convincente, in modo che tutta l’orchestra ti creda e ti segua. C’è da dire che nel caso dei concerti per violino e orchestra questo ruolo passa poi al solista, in una sorta di passaggio ideale di consegne: è comunque un’esperienza straordinaria e molto impegnativa.”

Presentata questa mattina la diciottesima edizione del Premio Bonporti, quest’anno dedicata al violino barocco: prove aperte al pubblico e concerti dal 22 al 27 ottobre, dieci selezionati concorrenti (in maggioranza donne) provenienti da tutto il mondo e soprattutto la Finale con orchestra (il 26 ottobre, in Sala Filarmonica, Rovereto, alle 20.30) che vedrà di nuovo protagonista assieme ai concorrenti la nostra Theresia: si schiereranno in questa occasione i soli archi per affrontare il repertorio della Finale che prevede per per tutti i concorrenti l’esecuzione di due concerti tratti da “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi (“L’Estate” e “L’Autunno”) e del Concerto op. XI n. 8 in Re maggiore di Francesco Antonio Bonporti. L’orchestra sarà preparata dal suo direttore principale Claudio Astronio, che però durante la Finale siederà in Giuria, valutando i concorrenti chiamati dunque a un ruolo non solo solistico ma anche concertatore.
Per Mario Martinoli, fondatore e Direttore Artistico di Theresia, la presenza al Premio Bonporti “è motivo di orgoglio, conferma la bontà della collaborazione con l’Accademia di Musica Antica, l’istituzione musicale più qualificata in città per quanto riguarda la musica antica. Peraltro per Theresia essere al Premio Bonporti rappresenta una straordinaria possibilità di crescita: l’orchestra è composta da giovani ancora nel pieno della loro maturazione artistica, dunque le occasioni di formazione ad alto livello sono per noi preziose. In questo caso non si tratta semplicemente di suonare tre concerti, ma anche di accompagnare tre solisti diversi, adattandosi di volta di volta a personalità e stili esecutivi differenti, cosa che rappresenta per noi un’ottima palestra di studio. Tra l’altro l’orchestra si misurerà su un repertorio altamente specialistico come i concerti di Vivaldi e Bonporti: e daremo anche un Premio Speciale di 500 euro per la migliore esecuzione dei concerti di Vivaldi.” Martinoli plaude anche all’iniziativa dell’Accademia di Musica Antica che ha invitato la Presidente di Giuria, la violinista Chiara Banchini, a tenere una masterclass di perfezionamento in violino barocco: “Ne approfitteranno anche i nostri musicisti, è un’occasione straordinaria per confrontarsi con un’artista di tale livello.”
La conferenza stampa è stata occasione per rimarcare le linee, artistiche e progettuali, su cui muove l’attività di Theresia: “Theresia è un’idea, un progetto. Theresia è innanzitutto un’orchestra, che ha debuttato al Ferrari lo scorso anno e si è consolidata con i concerti dell’estate 2013. Il progetto di formazione giovanile prevede che tutti i musicisti siano under 30, e punta a dare loro una prospettiva professionale in più rispetto a ciò che il mercato può offrire. Nell’ambito della musica antica si è assistito in questi ultimi 10 anni a una forte contrazione, al punto che ormai sono rarissimi i gruppi stabili con più di otto-dieci componenti, in particolare in Italia. Pullulano ensemble a formazione variabile, il più delle volte compositi da un numero esiguo di musicisti: noi offriamo un’orchestra, capace di affrontare ad alto livello il repertorio classico secondo la prassi storicamente informata, e in questo ci confermiamo come un unicum.”
Da un punto di vista del progetto culturale “Theresia è la risposta alla crisi della politica e dei finanziamenti alla cultura, rappresenta l’impegno in prima persona di privati disposti a investire capitali in attività di cultura e formazione: in questo momento di grave crisi, la cultura rischia di diventare asfittica: la politica dice pubblicamente che la cultura è importante ma alla fine è l’ambito a cui si chiedono più sacrifici.”

Sorriso contaglioso, risata freschissima, Magdalena Rosa Dür siede tra le fila della Theresia Youth Baroque Orchestra come primo violoncello: ma quando c’è da provare il Concerto per violoncello e orchestra di Haydn prende il suo strumento e avanza al centro, nella posizione della solista: perchè il direttore artistico Mario Martinoli e il direttore musicale Claudio Astronio, dopo averla conosciuta alle audizioni primaverili, hanno deciso non solo di prenderla in orchestra, ma di darle il ruolo di rilievo che il suo talento merita.
Noi l’abbiamo incontrata per sapere qualcosa in più su di lei: “Ho 24 anni” ci racconta “e sono nata in Austria: nel mio Paese ho svolto gli studi al Conservatorio, poi cinque anni fa mi sono trasferita in Svizzera, a Zurigo, dove ho conseguito un Bachelor e dal prossimo settembre sarò a Berna per proseguire il mio perfezionamento.”
Quando hai iniziato a suonare secondo la prassi storicamente informata? “Due anni fa. In Austria ho studiato violoncello moderno e comunque non avevo avuto occasione di entrare in contatto con l’esecuzione su strumenti originali. In Svizzera a un certo punto ho dovuto scegliere una materia complementare nel mio corso di violoncello e ho scelto prassi esecutiva barocca: mi si è aperto un mondo, in particolare studiando le Suites di Bach. Una meraviglia!”
Cos’è cambiato esattamente? “Naturalmente le Suites di Bach le avevo già suonate con il violoncello moderno, ma usando lo strumento antico, con l’arco barocco, che è diverso per forma e per modo di tenerlo, ciò che fino a quel momento mi era sembrato difficile è diventato improvvisamente più facile: le articolazioni delle frasi, in particolare, sono diventate naturali, ovvie.”
Insomma, è nata una passione? “Sì, tanto che ho pensato di lasciare lo strumento moderno: ma è una decisione sofferta, perchè amo così tanto il repertorio romantico (i Trii di Schubert, le Sonate di Brahms e Rachmaninov ad esempio) che abbandonarlo del tutto mi sembra impossibile. Così, cerco di fare entrambe le cose, ma credo che a un certo punto dovrò scegliere.”
Cosa desidereri per il tuo futuro? Una carriera da solista, l’attività in un ensemble da camera, lavorare in orchestra? “Amo moltissimo la musica da camera, ma mi piace anche moltissimo suonare in un’orchestra raccolta come Theresia: l’atmosfera è vivace, si lavora bene.”
Come hai conosciuto la Theresia Youth Baroque Orchestra? “E’ stato Alex Jellici (violoncellista di Theresia, ndr) che studia con me a Zurigo, a spronarmi a fare l’audizione. All’inizio non ero convinta, oltre tutto la notte prima dell’audizione ho suonato a un matrimonio e sono tornata a casa alle due! La mattina dopo non avevo nessuna forza di arrivare dall’Austria a Bolzano ed è stato mio padre ad accompagnarmi in macchina e a convincermi a fare l’audizione!”
Audizione che poi è andata benissimo: ti sei presentata per un posto in orchestra e ti sei sentita chiedere se volevi fare la solista. E’ stata una bella sorpresa per te? “Una grandissima sorpresa! E lo è ancora, in un certo senso. E’ stato anche un impegno considerevole, perchè io avevo studiato e suonato il concerto sul mio violoncello moderno, ma ho dovuto ristudiarlo per riuscire ad eseguirlo sullo strumento antico, che ha dimensioni differenti.”
Come ti trovi in questi primi giorni di prove con Theresia? “Benissimo. Mi sembra che grazie alla direzione di Astronio e al bel clima che c’è tra di noi questa sia un’orchestra in cui sia facile mettere insieme le cose. Astronio poi ha una direzione vivace, energica, non c’è modo o pericolo di essere pigri. Insomma, tutte le sensazioni sono positive!”

“Theresia” è anche un po’ una sua creatura: Claudio Astronio è infatti il direttore musicale della Theresia Youth Baroque Orchestra fin dal suo debutto e noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare i dettagli dei concerti estivi e il suo rapporto con questa realtà.
Claudio Astronio, il titolo del concerto che Theresia terrà a Rovereto e Bolzano è “in viaggio”. Ci racconta il perché di questa scelta?
“Il titolo riguarda prima di tutto il repertorio, dato che il programma è un percorso musicale tra i luoghi in cui il Classicismo nasce (Vienna), il Nord della Germania e la Svezia. E tutto il programma è immagine del progetto che sarà il futuro di Theresia da qui in avanti, ovvero il repertorio sinfonico classico. Inoltre quello del concerto di Bolzano è davvero l’inizio di un viaggio per Theresia: è il primo vero progetto studiato appositamente per l’orchestra, mentre il debutto del 2012 era legato al Premio Ferrari, quindi alla logica di un concorso. Non dimentichiamo che Theresia ‘viaggia’ da Sud a Nord, dall’Italia ai paesi di lingua tedesca, e tra i suoi musicisti figurano anche polacchi, una giapponese, in un’ottica transnazionale.”
Nel programma Mozart e Haydn sono accostati ai nomi meno noti di Wihlelm Friedmann Bach e Joseph Martin Kraus: come è stato scelto questo abbinamento?
“C’è un’idea di contrasto, Kraus e Wihlelm Friedrich Bach aprono e chiudono il concerto, incorniciando Mozart e Haydn. Al centro del concerto, quindi, i due classici, di cui la pagina più famosa è sicuramente il concerto per violoncello di Haydn. Il concerto di Mozart K 211 è invece tra i meno eseguiti, è una partitura piccola e deliziosa. Kraus e Bach presentano uno stile distante dal classicismo viennese, e in particolare in Kraus c’è molto Sturm und Drang, un linguaggio sintetico, a macchie, di grande contrasto.”
Le due soliste provengono direttamente dalle fila dell’orchestra: ce le presenta?
“Anche questa è una scelta un po’ controcorrente: spesso le orchestre giovanili chiamano grandi solisti, noi invece mettiamo in primo piano i nostri migliori elementi. Questo è anche un messaggio a tutti i musicisti dell’orchestra sul fatto che Theresia ha intenzione e interesse a valorizzarli al meglio. Nello specifico, la violinista Esther Crazzolara, che sarà solista nel Concerto di Mozart, è la spalla di Theresia fin dal suo debutto, ed è stata dunque una scelta naturale. Magdalena Dür l’abbiamo invece conosciuta nelle audizioni primaverili: ci è piaciuta e la decisione di proporle il Concerto di Haydn è stata immediata.”
Parliamo nello specifico di Theresia e del progetto che sta a monte, ovvero quello di un’orchestra sostenuta da capitali privati in un’ottica di organizzazione della cultura non necessariamente finanziata dal pubblico. Quando Mario Martinoli, ideatore e direttore artistico di Theresia, le ha parlato di questo progetto, lei cos’ha pensato?
“Ho pensato che è geniale. Che tutti in qualche misura dovrebbero pensare a fare questo, pensare di procurarsi la cultura che si vuole senza aspettare che cali dall’alto. Da noi in Italia questo è un caso isolato, ma all’estero capita frequentemente che ci siano gruppi strumentali o orchestre sostenuti da privati, fan con disponibilità, una sorta di “squadra di supporto”. Poi naturalmente se c’è anche il sostegno del pubblico questo non guasta!”
Al di là degli impegni immediati, qual è il progetto artistico di “Theresia”?
“Sia io che Mario Martinoli abbiamo in mente un’orchestra giovanile impegnata nel repertorio classico con strumenti originali: di qui il termine “orchestra barocca”, dove barocco non indica tanto una specializzazione stilistica quanto l’adesione alla prassi esecutiva e l’uso di strumenti originali. In Italia non esiste un’orchestra di questo tipo, e ce ne sono poche all’estero.”
Come mai questa lacuna?
“Il problema riguarda soprattutto i fiati: suonare il corno o il clarinetto del ‘700 significa suonare uno strumento completamente diverso da quello moderno; passare dal violino moderno a quello barocco è in questo senso più semplice, anche se bisogna dire che non basta montare un violino barocco per avere il musicista capace di suonare secondo una prassi storicamente informata.”
Lei è un purista della musica antica?
“Purista io? No, purista non è il termine adatto a me. Sono un eclettico, sono l’organo con Maria Pia De Vito, pochi giorni fa ho fatto un flash mob a Baveno con il clavicembalo elettrico! Per cui no, non sono un purista. Ma ritengo che dichiarare di suonare su strumenti originali e poi suonare “moderno” sia semplicemente mentire, per me è un fatto di onestà e non di purismo.”
Com’è dirigere un’orchestra giovanile? Cambia qualcosa nel lavoro del direttore?
“Insegno da una vita e sono costantemente a contatto con i giovani, per cui per me lavorare con loro è un’abitudine (nel senso buono del termine) e un piacere. Poi, a costo di apparire tranchant, l’orchestra secondo me è una cosa da giovani: i giovani hanno quella freschezza, quella disponibilità allo studio, curiosità veloce e reattiva che rendono il lavoro dell’orchestra migliore; inoltre fanno più gruppo e riescono a realizzare una comunità di intenti fondamentale per far andare avanti un progetto così.”

Ecco chi sono le due giovani musiciste che si esibiranno come soliste con Theresia Youth Baroque Orchestra nei concerti dell’1 e del 3 agosto 2013 a Rovereto e Bolzano
Esther Crazzolara
Esther Crazzolara è nata a Brunico. Si è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano con Georg Egger.
Ha proseguito gli studi di musica antica al Mozarteum di Salisburgo con Lukas Hagen, diplomandosi nel 2010 con il massimo dei voti e la lode; nel 2012 ha conseguito il diploma del biennio di violino barocco al Conservatorio di Verona con Enrico Parizzi, ottenendo il massimo dei voti e la lode.
Ha studiato violino barocco con Hiro Kurosaki e frequentato masterclass con Anne Schumann, Stanley Ritchie, Reinhard Goebel, Anton Steck, Erich Höbarth ed Enrico Onofri.
Nel 2009 è stata membro della European Union Baroque Orchestra sotto la direzione di Lars Ulrik Mortensen, Chiara Banchini, Petra Müllejans, Edward Higginbottom, Enrico Onofri.
Ha suonato in diversi gruppi come la Britten-Pears Baroque Orchestra, sotto la direzione di Richard Egarr, Ensemble Cordia, Bozen Baroque Orchestra, Harmonices Mundi, Accademia Bizantina, Il Complesso Barocco, Il Pomo d’oro, New Century Baroque, Harmony of Nations, Musica Saeculorum, Atalanta Fugiens, Accademia d’archi di Bolzano, Orchestra Haydn. Dal 2012 è primo violino della Theresia Youth Baroque Orchestra.
Magdalena Rosa Dür
Magdalena Rosa Dür è nata nel 1989 a Feldkirch (Austria). Ha iniziato lo studio del violoncello all’età di sei anni con Ingrid Ellensohn, proseguendo gli studi presso il liceo musicale di Feldkirch con Imke Frank e Martin Merker del Conservatorio di Vorarlberger. Dal 2008 studia presso l’Università delle Arti di Zurigo.
È stata allieva di Roel Dieltiens, violoncellista di fama nel Benelux e specialista di prassi esecutiva storicamente informata, e sotto la guida di Orfeo Mandozzi ha conseguito il diploma in violoncello moderno a Zurigo; parallelamente ha intrapreso lo studio del violoncello barocco con Martin Zeller.
Magdalena ha vinto numerosi premi in altrettanti concorsi internazionali come il Concorso per giovani musicisti „Prima la Musica“ (Austria) e ottenuto diversi riconoscimenti da parte di musicisti di fama internazionale, quali Annick Gautier, Wolfgang Boettcher, Reinhard Latzko, Troels Svane, Rainer Ginzel, Francis Gouton. Besides, Sergio Azzolini, Silvia Simonescu, Adrian Cox, Klaus Christa, Eckhart Heiligers, Claudius Herrmann e Roland Vamos. È stata, inoltre, membro di molte orchestre tra cui la Jeune Orchestre Atlantique (con Philippe Herreweghe e Jos van Immerseel), l’Orchestra Sinfonica Giovanile Svizzera, l’Orchestra Sinfonica di Vorarlberg (con Gérard Korsten) e l’Orchestra Filarmonica della Fondazione Animato.
Attualmente Magdalena suona su un violoncello moderno costruito da Dietmar Rexhausen (2006) e su un violoncello barocco di Rudolf Isler (2007).
