Autumn in Theresia

By Emilia Campagna - September 29, 2016
A rich season is opening: two different project and new partnerships for Theresia

Forget the summer. Autumn is the new black.  Ours will be thrilling, with two residencies, one in Rovereto again, one in Turin, and four concerts, three of them in totally new venues!

First, the new Wien and Stockholm project: we meet again two great composers curiously born in the same year, Wofgang Amadeus Mozart and Joseph Martin Kraus. Theresia has a real passion for the music of Martin Kraus (1756-1792), who was particularly appreciated by Haydn: his music is unique and innovative under many aspect, with visionary orchestration that foreshadows Beethoven’s and Mendelssohn’s style.

The conductor will be Claudio Astronio, who has already performed Kraus with Theresia in these years, especially during the 2014 “Kraus tour”. And here it is the program: in the first part, Theresia will perform Mozart’s Ouverture from “Mitridate re del Ponto” and Symphony K201, the second will be entirely devoted to Kraus (Ouverture from “Proserpin” and Symphony VB141). The concerts will be held in Castelfranco Veneto (9th October, Antiruggine, 9 pm) and in Verona (Sala Maffeiana, 10th October 8.30 pm). We are going to tell you more of both places (especially about Antiruggine, a very peculiar project) in the next posts.

For the second project we will have Chiara Banchini as conductor again: the orchestra will work in Turin, hosted by Orchestra Polledro, a youth orchestra that, just like Theresia, was born and operates thanks to a private cultural patronage project. We are very happy of this new partnership. The concerts will be held in Milan (24th November, Conservatory) and Turin (25th November, Auditorium Vivaldi). More information about the program in the next posts, stay tuned!

Last but not least, in this very first part of the season we are following carefully our beloved crowdfunding project, #ARCHETYBO: we have alredy reached a good result (41% of the total aomunt of the sum we need), but it’s not still enough. So we ask everybody to help us to reach our goal of 10000 Euros. The deadline is in 19 days: hurry up and donate!

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Theresia “Sturm und drang” con Alfredo Bernardini

By Emilia Campagna - July 2, 2016
Sarà un agosto tempestoso? Per Theresia sì, visto che tutto il programma musicale dell’estate è dedicato a un tema forte come lo “Sturm und drang”: a dirigere l’orchestra nello stage e nei concerti che la vedranno impegnata a Bolzano, Rimini e Rovereto ci sarà Alfredo Bernardini, a cui abbiamo chiesto di illustrarci il programma e […]

Sarà un agosto tempestoso? Per Theresia sì, visto che tutto il programma musicale dell’estate è dedicato a un tema forte come lo “Sturm und drang”: a dirigere l’orchestra nello stage e nei concerti che la vedranno impegnata a Bolzano, Rimini e Rovereto ci sarà Alfredo Bernardini, a cui abbiamo chiesto di illustrarci il programma e le sue caratteristiche.

Prima di tutto, cos’è esattamente lo “Sturm und Drang”?

«Lo “Sturm und Drang” è un movimento culturale e filosofico della seconda metà del ‘700 che evoca le espressioni della natura in parallelo con le epressioni dell’anima: il termine significa “tempesta ed impeto”, e infatti parliamo delle espressioni più estreme, più violente e drammatiche, di un’esplorazione dell’animo umano attraverso grandi contrasti di emozioni. In musica questo stile diventa molto popolare attorno al 1770, in un’epoca in cui la musica era soprattutto una forma culturale di intrattenimento e in cui imperava lo stile galante, con composizioni scritte per lo più in modo maggiore: con lo Sturm und Drang, invece, si afferma la prassi di comporre in modo minore molto più che nel passato; e accanto al modo minore, gli stilemi più comuni sono l’uso di ritmi sincopati, che rendono l’ansia e l’affanno, e grandi contrasti per dipingere la drammaticità dell’atmosfera.»

Il programma presenta quattro pagine di altrettanti autori: sono tutte composizioni inserite nel movimento culturale dello “Sturm und drang”?

“Sì: iniziamo con la Suite dal Don Juan di Gluck, composta nel 1761 e considerata particolarmente innovativa per l’uso del balletto, con riferimenti a Rameau: e proprio all’interno del balletto c’è un numero particolare, che non può non far pensare al Don Giovanni di Mozart, in cui tutta la gravità del seduttore peccaminoso è tradotta da una tempesta di ritmi sfrenati e molto affannati. E’ una sorta di manifesto musicale dello Sturm und Drang. Pochi anni più tardi Haydn inizia a scrivere le sue Sinfonie in modo minore, tra cui quella in mi minore detta “Lamentazione”, caratterizzata dall’alternanza immediata tra la frenesia del primo tema e la rassegnazione del secondo: molto interessante anche il secondo movimento, in cui Haydn utilizza la melodia di un canto gregoriano, affidata a oboe e secondi violini, mentre i primi eseguono una bellissima variazione. La Sinfonia termina senza un movimento veloce ma con un Minuetto e Trio.”

Questo non è in contraddizione con la modernità dello Sturm und Drang?

“Possiamo dire che in questo caso Haydn combina la grande novità dello stile ‘tempestoso’ con la tradizione precedente. In ogni caso le Sinfonie in modo minore di Haydn non sono molte: si dice che il principe Eszterhàza si fosse lamentato di queste sinfonie così drammatiche, tragiche, cariche di contrasti, e avesse esortato Haydn a comporre musiche più adatte all’intrattenimento. L’aneddoto non è documentato, ma di certo il rapporto tra i due era fatto di questi attriti.”

 “Sturm und Drang” significa “tempesta ed impeto”, e infatti parliamo delle espressioni più estreme, più violente e drammatiche, di un’esplorazione dell’animo umano attraverso grandi contrasti di emozioni.

In programma ci sono poi due pagine di Mozart e Kraus:

“Mozart non ha scritto moltissime composizioni ispirate allo Sturm und Drang, ma è evidente che il tema lo affascinava perché tutte le volte che vi si è avvicinato ha scritto del capolavori assoluti, soprattutto in campo cameristico. La Sinfonia in sol minore – che viene detta “la piccola” per distinguerla dalla Sinfonia in sol minore n. 40 – fu scritta da Mozart all’età di 17 anni, dopo il Lucio Silla. Per quanto riguarda Kraus, questa è stata una richiesta precisa del direttore artistico Mario Martinoli: Theresia ha già suonato pagine di questo autore che io invece sto scoprendo: l’ho frequentato poco, e un po’ me ne stupisco vista la qualità di scrittura di un compositore che è davvero all’avanguardia. Se Mozart rappresenta un po’ il punto culminante dello stile classico, Kraus stilisticamente è oltre, prefigura uno stile posteriore.”

Alfredo BernardiniLei dirige per la prima volta Theresia, un’orchestra giovanile di formazione professionale: come cambia il lavoro del direttore di fronte a un’orchestra di questo tipo? La preparazione è finalizzata ai concerti o c’è spazio anche per approfondimenti di altro tipo?

“Il lavoro è sicuramente diverso rispetto a quello che si fa con un’orchestra di professionisti, innanzitutto perchè si ha a disposizione più tempo: io ne approfitto soprattutto per spiegare il contesto ed è anche per questo che ho scelto un programma caratterizzato da un tema così importante nella storia della musica. Poi va detto che c’è una grande bellezza nel lavorare con giovani all’inizio della loro carriera, pieni di disponibilità, energia, entusiasmo: questo nelle orchestre professionali è meno scontato. Non perchè queste qualità non ci siano, ma perchè nelle orchestre stabili sono altre priorità, prima di tutto l’efficienza del lavoro, con la capacità di una lettura in prova e tempi rapidi di preparazione, e poi spesso ci sono delle abitudini, date dall’esperienza, difficili da scardinare. Quante volte mi sono sentito dire ‘questo si fa così’, o ‘l’abbiamo sempre suonato così’: invece in musica è sempre importante mettere in questione tutto quello che si è fatto e che si sta facendo, con costante vivacità e curiosità.”

 C’è una grande bellezza nel lavorare con giovani all’inizio della loro carriera, pieni di disponibilità, energia, entusiasmo

Sul nostro blog abbiamo parlato della novità politica del momento, il voto in Inghilterra, che naturalmente riguarda anche molti dei nostri orchestrali che per studio o lavoro vanno e vengono dalla Gran Bretagna. Lei cosa pensa del “Brexit”?

“Sono rimasto scioccato dalla regressione dell’Inghilterra e da un voto scaturito, come pare, dalla disinformazione e dall’ignoranza: questa cosa è negativa sotto tutti gli aspetti, e dal punto di vista di un musicista, pensando che la musica è un linguaggio che unisce, non si può che essere sconvolti. Penso che ci saranno svantaggi per tutti e che iniziative come Theresia o EUBO saranno severamente penalizzate.”

Welcome, summer!

By Emilia Campagna - June 24, 2016
Summer has finally arrived: for most it’s holiday time, but not for Theresia. As a matter of fact, one of the busiest time of the year is coming for us, and an intense summer is expected. Theresia Youth Baroque Orchestra will be in Rovereto for its summer residency, starting from 20th August: Rovereto is where […]

Summer has finally arrived: for most it’s holiday time, but not for Theresia. As a matter of fact, one of the busiest time of the year is coming for us, and an intense summer is expected.

Theresia Youth Baroque Orchestra will be in Rovereto for its summer residency, starting from 20th August: Rovereto is where Theresia has its official venue, in historical Palazzo Keppel, and where the orchestra made its debut and other two residencies, in 2013 and 2014, so we are really happy to be back in town!

maria-theresia Speaking of Rovereto, did you know that the city administration is considering the idea to dedicate a street to Maria Theresia?
“The proposal to name a street of Rovereto to Maria Theresia is anything but farfetched” writes a reader of the main local newspaper, L’Adige, thinking of the important reforms made possible by the Habsburg Empress. One can say that we are in tune with the spirit of the town!

Coming back to our plans for the summer, during the residency in Rovereto Theresia will work on a totally new musical program under the guidance of Alfredo Bernardini: Gluck’s Suite from Don Juan WQ52, Haydn’s D minor Symphony Hob I:26, Kraus’s Suite from Aeneas i Cartago VB23 and Mozart’s G minor Symphony K183.

After some days of rehearsals, three concerts are scheduled. The first will be in Bolzano (24th August), where we’ll play for the fourth time. On 25th August Theresia will move to Rimini, where it will be one of the hosts of the “Sagra Musicale Malatestiana”: we are really happy to be back in Rimini after the thrilling experience of the shooting of Zoroastre the last October. At the end, Theresia will be back in Rovereto on 26th August for the last of the three concerts: it will be held in an amazing location, the venue of the “Campana dei Caduti”. Stay tuned for more information in the next posts!

A mystery in music history, or the meeting of Mozart and Kraus in Vienna

By Emilia Campagna - May 8, 2015
Mozart and Kraus were born the same year (1756) and died a year apart from each other. Mozart lived mostly in Vienna, Kraus spent the whole life in Sweden. But did they ever meet? Did they know each other?

Do you know that Joseph Martin Kraus is called “the Swedish Mozart”? Well, as a matter of fact, it is primarily due to the fact that the two composers were born the same year (1756) and died a year apart from each other, Mozart in 1791 and Kraus in 1792: actually, besides the journeys that both of them did when they were young, they were really far away from each other; Mozart lived mostly in Vienna, Kraus spent the whole life in Sweden.

kraus2But did they ever meet? Did they know each other? The musicologist Bertil Van Boer, who is the author of the complete catalog of Kraus’s works, investigated this aspect to find out if really a metting occurred. In his essay “The case of the circumstantial meetings – Wolfgang Amadeus Mozart and Joseph Martin Kraus in Vienna” he explains that “one of the joys of compiling a thematic catalogue is that a number of small mysteries crop up as one evaluates biographical and source material for the composer concerned. The journey often requires delving into the private life and works in intimate detail, and brings to light important information that in turn raises questions about the various influences or connections affecting the composer or style. But when this information is lacunar or based primarily upon circumstantial evidence, it provides only plausible suppositions that, while not entirely provable as incontrovertible fact, nonetheless dare the scholar to prove otherwise. Such is the circumstantial case for the meeting of two of the more remarkable composers of the second half of the eighteenth century, Wolfgang Amadeus Mozart and Joseph Martin Kraus, who share nearly identical life spans and dates.”

Indeed, Mozart and Kraus do had something in common, besides the dates. According to Bertil Van Boer “first, there is their development as composers. Both showed considerable talent in musical composition during childhood, with substantial works being written during their teenage years. Both were adept at writing in the various styles of the period, and both were well travelled internationally.” Besides he differences in education (Mozart was essentially home—educated and achieved a professional career early on in his life, while Kraus was university— educated in philosophy and law and became Kapellmeister at the Swedish court only after considerable difficulty “they have much in common in terms of their creative process. Both were well known for the ability to craft new works of some substance quickly and without a laborious compositional process, and both achieved some reputation for innovative orchestration. Both have been seen as being a qualitative step above their contemporaries and this comparison was first proposed by a well known contemporary, Joseph Haydn, who said ‘Kraus was the first great composer of genius that I ever knew; . . . pity about him and Mozart, both were so young when they died’!”

The question whether the two composers knew or knew about each other is still open, because mozart there is no biographical documentation on this subject, at least as regards Mozart: we can find some evidence on Kraus’s part, in the form of both correspondence and music. “From November 1782 until December 1786 Kraus embarked upon a grand tour of Europe at the expense of Swedish King Gustav III in order to further his own education, observe the latest trends in music and theatre, and meet with as many leading figures in the eighteenth-century musical world as possible. As a result, the route of his journey allowed him to come into contact with most leading composers of the day, including Gluck, Haydn, Salieri and numerous others. While Mozart’s name is clearly missing from this list of notables, it is not necessarily an indication that no meeting took place.”

This doesn’t mean that Kraus and Mozart never met each other, even if we have no evidence: for example, we know for sure that Kraus “was familiar with his colleague and his music”: he wrote about Mozart’s works in letters to his familiars and composed an adaptation of a movement from the opera Idomeneo, and “had inside information on the latter’s latest operatic efforts of Mozart”. Considering the admiration that Kraus had for Mozart “to have avoided him entirely would seem contradictory to the very purpose of Kraus’s goals for his journey.” If they met, it should have happened in 1783:  “Kraus arrived in Vienna on 1 April 1783 and departed in October of that same year. Mozart, newly married and enjoying the first success of Entfflhrung, was in residence until July, when he took his new bride back to Salzburg to meet his family. Thus there was a span of about four months where, if nothing else, both were in the same city at the same time.” Vienna was a capital, but even a small city, and the two of them had to have acquaintance in common!

However, the mistery remains: maybe we’ll never know if the two met. We just know that there is a special link between the two composers. In modern times, Kraus is not so known as Mozart, of course, neither so performed: especially for this reason we are particularly proud to have his music repertoire. Besides the fact, of course, that it is wonderful music!

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Bertil Van BoerBertil Van Boer is an active musicologist, having published articles in the International Brass Society Journal, Journal of Musicology, Journal of Musicological Research, Svensk tidskrift för musikforskning, and a host of Festschriften and symposium reports. He has regularly contributed to the Grove Dictionary of Opera and Grove Dictionary of Music. He is also the author of several books and numerous musical editions. His specialty is music of the 18th century, particularly in Scandinavia, with focus on the composer Joseph Martin Kraus. He serves as a musical consultant for Naxos Records, and has been involved with the Royal Opera and Royal Swedish Academy of Music on various projects. He has also been conductor with Opera Kansas and performed professionally in Austria, Nicaragua, Sweden, and the United States.
Bertil van Boer has published “The Musical Life of Joseph Martin Kraus: Letters of an Eighteenth-Century Swedish Composer,” containing the collected edition of the letters by Joseph Martin Kraus (1756-1792) translated from the Swedish and German, along with extensive commentary, as well as appendices featuring documents, a travel diary, and letters from family and friends. The book was published by Indiana University Press.

In tour, da Lodi a Roma

By theresia - April 28, 2015
Theresia is back! Ricominciamo i nostri concerti alla grande, con uno stage che da Lodi ci porterà a L’Aquila e a a Roma e anche… sulle frequenze di Rai Radio 3! Ma andiamo con ordine: dal 5 all’8 maggio Theresia Youth Baroque Orchestra sarà a Lodi per uno stage in cui lavorerà con il proprio […]

Theresia is back! Ricominciamo i nostri concerti alla grande, con uno stage che da Lodi ci porterà a L’Aquila e a a Roma e anche… sulle frequenze di Rai Radio 3! Ma andiamo con ordine: dal 5 all’8 maggio Theresia Youth Baroque Orchestra sarà a Lodi per uno stage in cui lavorerà con il proprio direttore principale, Claudio Astronio, su un programma che ripropone un accostamento a noi molto caro: Wolfgang Amadeus Mozart e il nostro amatissimo Joseph Martin Kraus. L’8 maggio l’orchestra si esibirà nella Chiesa di Sant’Agnese a Lodi, mentre nella giornata di domenica 10 aprile l’appuntamento sarà doppio: a mezzogiorno l’orchestra sarà a Roma, nella Sala Paolina del Palazzo del Quirinale, ospite della prestigiosa rassegna “I concerti del Quirinale” di Radio 3; alle 18 Theresia si esibirà presso l’Auditorium del Parco de L’Aquila per l’appuntamento conclusivo della stagione della Società Aquilana di Concerti “B. Barattelli”.

Lo stage in residenza a Lodi non è una novità: il ritorno di Theresia, dopo un primo stage l’ottobre scorso, nella cittadina lombarda (a un soffio da Milano, dove negli stessi giorni impazzerà l’Expo) è dovuta a una felice collaborazione con gli Amici della Musica, il Comune di Lodi e il Collegio San Francesco. Il nostro direttore artistico, Mario Martinoli, commenta così la partnership: “Lodi, attraverso le sue istituzioni culturali, ha abbracciato il nostro progetto, condividendone in primo luogo la natura internazionale di formazione e valorizzazione dei giovani talenti: i nostri musicisti vengono da tutta Europa, qualcuno addirittura dal Giappone. Studiano nelle maggiori scuole di musica d’Europa, e sono da noi selezionati tramite audizioni annuali. Tybo opera secondo una logica di stage con concerti, e avere l’opportunità di una residenza a Lodi, che anche logisticamente è ideale, è dunque un sostegno importante al nostro lavoro, di cui siamo grati ai nostri partner.”

C’è molta soddisfazione anche per l’invito ad esibirsi nella stagione dei concerti di Rai Quirinale: il concerto, in programma alle 12 di domenica 10 maggio, sarà infatti trasmesso in diretta in Italia e nei paesi europei che aderiscono al circuito radiofonico Euroradio. Dunque potrà ascoltarci anche chi non potrà essere fisicamente a Roma: e, del resto, i posti nella Cappella Paolina sono limitati e la coda per accedere al Quirinale, aperto la domenica, è lunga fin dalle prime ore del mattino!

Vi racconteremo presto altri dettagli di questa nostra nuova avventura: stay tuned!

Lodi, Chiesa di Sant’Agnese, 8 maggio 2015, ore 21
Roma, Palazzo del Quirinale, 10 maggio 2015, ore 12
L’Aquila, Auditorium del Parco, 10 maggio 2015, ore 18

Wilhelm Friedemann BACH
Sinfonia in re maggiore Fk 64 dalla cantata “Dies ist der Tag” (*)
Allegro e maestoso

Joseph Martin KRAUS
Ouverture da “Afventyraren” VB 32 (**)

Wolfgang Amadeus MOZART
Concerto per violino e orchestra in re maggiore K 211
Allegro moderato
Andante
Rondeau

Joseph Martin KRAUS
Sinfonia in mi bemolle maggiore VB 144
Allegro
Larghetto
Allegro

(*) in programma a Roma; (**) in programma a Lodi e L’Aquila

THERESIA YOUTH BAROQUE ORCHESTRA
Claudio Astronio, direttore
Esther Crazzolara, violino

Meet Theresia: Valentina Russo

By theresia - May 4, 2014
Valentina Russo ha ventotto anni, viene da Udine e siede tra i primi violini di Theresia Youth Baroque Orchestra dallo scorso anno: scelta nelle audizioni del gennaio 2013, è ora una presenza stabile della compagine degli archi. Noi l’abbiamo intervistata in una pausa delle prove qui allo stage di Baselga di Pinè. Stanca ma soddisfatta […]

Valentina Russo ha ventotto anni, viene da Udine e siede tra i primi violini di Theresia Youth Baroque Orchestra dallo scorso anno: scelta nelle audizioni del gennaio 2013, è ora una presenza stabile della compagine degli archi. Noi l’abbiamo intervistata in una pausa delle prove qui allo stage di Baselga di Pinè. Stanca ma soddisfatta (le sei e più ore di lavoro sono state anche oggi particolarmente intense) ci racconta di sé che ama il violino barocco, che ha incontrato un po’ per caso: “Avevo vinto una borsa di studio per un corso di Ryo Terakado in Slovenia e non sapevo bene a cosa andavo incontro: non avevo nemmeno mai suonato un violino montato barocco e l’esperienza è stata illuminante. Quello che mi ha conquistato in particolare è la timbrica, la pronuncia particolare del fraseggio, una serie di finezze.”

Ora ti dedichi solo al violino barocco? “Vorrei, ma per lavoro suono anche il violino moderno, in particolare quando vengo chiamata in orchestra: all’inizio il passaggio da uno strumento all’altro era drammatico, perché l’emissione del suono è completamente diversa. Poi con il tempo ho acquisito la capacità di calibrarmi più velocemente.”

Cosa ci racconti dell’esperienza con Theresia? Nel lavoro di concertazione con il direttore Claudio Astronio cosa ti sembra più interessante? “Lui lavora molto sul carattere, sull’intensità dell’esecuzione, ma anche sui colori, che devono essere molto dettagliati. L’atmosfera in orchestra è molto buona, molto collaborativa, e con Astronio c’è un ottimo feedback: mi sembra che siamo tutti soddisfatti del lavoro di questi giorni.”

Parliamo proprio di questo stage, che si svolge quattro mesi prima dei concerti estivi: è una formula un po’ inconsueta… “Sì, ed è bellissimo. Stiamo lavorando senza l’ansia di un concerto imminente, con la consapevolezza che potremo sedimentare e maturare con calma quanto fatto in questi giorni. In più questo tipo di immersioni totali nella musica danno un’energia che resta alta anche quando lo stage finisce. Di solito c’è pochissimo tempo, magari si prova un paio di giorni per fare anche un solo concerto: in questo caso, invece, proviamo per quattro giorni e ci ritroveremo ad agosto per fare non uno ma quattro concerti. In questo senso Theresia è una vera e propria orchestra giovanile e di formazione.”

Nel programma del 2014 si dedica molto spazio a Kraus, un compositore ancora poco eseguito: per te com’è stato l’approccio con questo autore? E’ difficile “entrare” nella sua musica?
“Per me era sconosciuto fino all’estate scorsa, quando l’ho scoperto proprio con Theresia: da un certo punto di vista, il linguaggio è quello classico, quindi se conosci Mozart sai come muoverti. Ma poi ci sono delle peculiarità, ovviamente, su cui è necessario lavorare molto, in particolare sulla ricerca dei colori: è musica nuova per tutti noi!”

Un tuffo nelle note!

By theresia - May 3, 2014
Dalle finestre si vede il verde dei boschi e a pochi metri partirebbe la bellissima passeggiata del lungolago: ma Theresia lavora e pieno ritmo, e qua a Baselga di Pinè l’unico tuffo immaginabile è quello nelle note (di Mozart e Kraus). Anche perché la musica da suonare è davvero tanta, e sia i musicisti dell’orchestra […]

Dalle finestre si vede il verde dei boschi e a pochi metri partirebbe la bellissima passeggiata del lungolago: ma Theresia lavora e pieno ritmo, e qua a Baselga di Pinè l’unico tuffo immaginabile è quello nelle note (di Mozart e Kraus). Anche perché la musica da suonare è davvero tanta, e sia i musicisti dell’orchestra che il loro direttore, Claudio Astronio, instancabili, sembrano nutrirsene. L’aria è frizzantissima, perché l’età media degli orchestrali corre sul 25 e le provenienze sono ben assortite, con otto italiani, cinque polacche, due francesi, una spagnola e una russa: e il gender gap, questa volta, è al contrario, perché tra gli archi ci sono solo due maschi su 17 componenti dell’organico!

Ecco un po’ di foto delle prove:

E questi i nomi dei nostri theresiani:

Violini I
Esther Crazzolara – Italia
Klaudia Matlak – Polonia
Agnieszka Papierska – Polonia
Valentina Russo – Italia
Alessia Pazzaglia – Italia

Violini II
Katia Viel – Francia
Maria Kaluzhskikh – Russia
Annarita Lorusso – Italia
Raffaele Nicoletti – Italia

Viole
Maria Bocelli – Italia
Jennifer Gomez Vilar – Spagna
Cecilia Baesso – Italia
Manuela Masenello – Italia

Violoncelli
Maria Misiarz – Polonia
Paulina Ptak – Polonia
Aleksandra Rybak- Polonia

Contrabbassi
Adrien Alix – Francia

Un ritiro tra i monti per Theresia

By theresia - April 30, 2014
Finalmente ci siamo! Domani si dà il calcio di inizio al Kraus Tour, il programma 2014 che Theresia Youth Baroque Orchestra dedica a Joseph Martin Kraus (autore che l’orchestra e il suo direttore artistico Mario Martinoli amano particolarmente) e a Mozart. I primi concerti pubblici saranno in agosto, secondo un calendario che prossimamente pubblicheremo su […]

Finalmente ci siamo! Domani si dà il calcio di inizio al Kraus Tour, il programma 2014 che Theresia Youth Baroque Orchestra dedica a Joseph Martin Kraus (autore che l’orchestra e il suo direttore artistico Mario Martinoli amano particolarmente) e a Mozart. I primi concerti pubblici saranno in agosto, secondo un calendario che prossimamente pubblicheremo su questo blog; intanto, per quattro giorni, gli archi si riuniscono per uno stage di studio – un vero e proprio ritiro! – a Baselga di Pinè, ospiti del Festival “Le tastiere raccontano”. Con un nome come “Theresia” qualche miglior luogo che una verde località ben adagiata in riva a un lago, nel cuore dei monti trentini? Con il lago di Serraia e le ampie distese di prati e boschi, Baselga è allegramente invasa da turisti sia nella stagione invernale che in quella estiva: una piccola invasione sarà anche quella dei musicisti e delle musiciste di Theresia Youth Baroque Orchestra, che però avranno poco spazio per passeggiate in riva al lago o escursioni in quota…
Il programma di studio è infatti denso e sostanzioso, con molte pagine di Joseph Martin Kraus , la Sinfonia “Haffner” di Mozart e il Concerto per clarinetto e orchestra di Stamitz.
Lo stage coinvolge i soli archi per, spiega Mario Martinoli, “lavorare sul suono e creare affiatamento tra i musicisti che hanno già suonato per Theresia nei precedenti programmi e i nuovi componenti, che entrano nell’orchestra dopo le audizioni che abbiamo svolto a gennaio. Abbiamo infatti ampliato l’organico e le new entry sono più del 30%; ci teniamo dunque molto a compattare subito la sezione archi.” Quattro mesi prima del tour di concerti, dunque, già si inizia a studiare: “E’ importante dare un’impostazione essenziale agli archi, sono la base del suono dell’orchestra: lavoreranno mattina e pomeriggio con Claudio Astronio, direttore musicale di Theresia che guiderà l’orchestra anche nei concerti in programma in agosto. C’è poi anche un’importante questione di repertorio: se pagine come la Haffner di Mozart sono eseguite spessissimo e quindi sono di approccio più automatico, con Kraus in un certo senso si parte da zero: alcune delle composizioni in programma, come la Ciaccona o il Balletto sull’Armida, saranno in prima esecuzione moderna su strumenti antichi. Questo significa che Theresia deve costruire la propria interpretazione senza riferimenti, con un lavoro musicale notevole, oltre che interessantissimo.”

New auditions for TYBO

By theresia - November 7, 2013
Do you want to be a TYBO musician? New auditions are scheduled on 31th January and 1st and 2nd February in Bolzano (IT) Which instruments? Violin
, viola, contrabass
, trumpet, clarinet, bassoon
 and horn! Here are all the informations: https://theresia.online/new-auditions/

Do you want to be a TYBO musician? New auditions are scheduled on 31th January and 1st and 2nd February in Bolzano (IT)

Which instruments? Violin
, viola, contrabass
, trumpet, clarinet, bassoon
 and horn!

Here are all the informations:

https://theresia.online/new-auditions/

Claudio Astronio e il “viaggio” di Theresia

By theresia - July 17, 2013
“Theresia” è anche un po’ una sua creatura: Claudio Astronio è infatti il direttore musicale della Theresia Youth Baroque Orchestra fin dal suo debutto e noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare i dettagli dei concerti estivi e il suo rapporto con questa realtà. Claudio Astronio, il titolo del concerto che Theresia terrà a Rovereto […]

“Theresia” è anche un po’ una sua creatura: Claudio Astronio è infatti il direttore musicale della Theresia Youth Baroque Orchestra fin dal suo debutto e noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare i dettagli dei concerti estivi e il suo rapporto con questa realtà.

Claudio Astronio

Claudio Astronio

Claudio Astronio, il titolo del concerto che Theresia terrà a Rovereto e Bolzano è “in viaggio”. Ci racconta il perché di questa scelta?

“Il titolo riguarda prima di tutto il repertorio, dato che il programma è un percorso musicale tra i luoghi in cui il Classicismo nasce (Vienna), il Nord della Germania e la Svezia. E tutto il programma è immagine del progetto che sarà il futuro di Theresia da qui in avanti, ovvero il repertorio sinfonico classico. Inoltre quello del concerto di Bolzano è davvero l’inizio di un viaggio per Theresia: è il primo vero progetto studiato appositamente per l’orchestra, mentre il debutto del 2012 era legato al Premio Ferrari, quindi alla logica di un concorso. Non dimentichiamo che Theresia ‘viaggia’ da Sud a Nord, dall’Italia ai paesi di lingua tedesca, e tra i suoi musicisti figurano anche polacchi, una giapponese, in un’ottica transnazionale.”

Nel programma Mozart e Haydn sono accostati ai nomi meno noti di Wihlelm Friedmann Bach e Joseph Martin Kraus: come è stato scelto questo abbinamento?

“C’è un’idea di contrasto, Kraus e Wihlelm Friedrich Bach aprono e chiudono il concerto, incorniciando Mozart e Haydn. Al centro del concerto, quindi, i due classici, di cui la pagina più famosa è sicuramente il concerto per violoncello di Haydn. Il concerto di Mozart K 211 è invece tra i meno eseguiti, è una partitura piccola e deliziosa. Kraus e Bach presentano uno stile distante dal classicismo viennese, e in particolare in Kraus c’è molto Sturm und Drang, un linguaggio sintetico, a macchie, di grande contrasto.”

Le due soliste provengono direttamente dalle fila dell’orchestra: ce le presenta?

“Anche questa è una scelta un po’ controcorrente: spesso le orchestre giovanili chiamano grandi solisti, noi invece mettiamo in primo piano i nostri migliori elementi. Questo è anche un messaggio a tutti i musicisti dell’orchestra sul fatto che Theresia ha intenzione e interesse a valorizzarli al meglio. Nello specifico, la violinista Esther Crazzolara, che sarà solista nel Concerto di Mozart, è la spalla di Theresia fin dal suo debutto, ed è stata dunque una scelta naturale. Magdalena Dür l’abbiamo invece conosciuta nelle audizioni primaverili: ci è piaciuta e la decisione di proporle il Concerto di Haydn è stata immediata.”

Parliamo nello specifico di Theresia e del progetto che sta a monte, ovvero quello di un’orchestra sostenuta da capitali privati in un’ottica di organizzazione della cultura non necessariamente finanziata dal pubblico. Quando Mario Martinoli, ideatore e direttore artistico di Theresia, le ha parlato di questo progetto, lei cos’ha pensato?

“Ho pensato che è geniale. Che tutti in qualche misura dovrebbero pensare a fare questo, pensare di procurarsi la cultura che si vuole senza aspettare che cali dall’alto. Da noi in Italia questo è un caso isolato, ma all’estero capita frequentemente che ci siano gruppi strumentali o orchestre sostenuti da privati, fan con disponibilità, una sorta di “squadra di supporto”. Poi naturalmente se c’è anche il sostegno del pubblico questo non guasta!”

Al di là degli impegni immediati, qual è il progetto artistico di “Theresia”?

“Sia io che Mario Martinoli abbiamo in mente un’orchestra giovanile impegnata nel repertorio classico con strumenti originali: di qui il termine “orchestra barocca”, dove barocco non indica tanto una specializzazione stilistica quanto l’adesione alla prassi esecutiva e l’uso di strumenti originali. In Italia non esiste un’orchestra di questo tipo, e ce ne sono poche all’estero.”

Come mai questa lacuna?

“Il problema riguarda soprattutto i fiati: suonare il corno o il clarinetto del ‘700 significa suonare uno strumento completamente diverso da quello moderno; passare dal violino moderno a quello barocco è in questo senso più semplice, anche se bisogna dire che non basta montare un violino barocco per avere il musicista capace di suonare secondo una prassi storicamente informata.”

Lei è un purista della musica antica?

“Purista io? No, purista non è il termine adatto a me. Sono un eclettico, sono l’organo con Maria Pia De Vito, pochi giorni fa ho fatto un flash mob a Baveno con il clavicembalo elettrico! Per cui no, non sono un purista. Ma ritengo che dichiarare di suonare su strumenti originali e poi suonare “moderno” sia semplicemente mentire, per me è un fatto di onestà e non di purismo.”

Com’è dirigere un’orchestra giovanile? Cambia qualcosa nel lavoro del direttore?

Insegno da una vita e sono costantemente a contatto con i giovani, per cui per me lavorare con loro è un’abitudine (nel senso buono del termine) e un piacere. Poi, a costo di apparire tranchant, l’orchestra secondo me è una cosa da giovani: i giovani hanno quella freschezza, quella disponibilità allo studio, curiosità veloce e reattiva che rendono il lavoro dell’orchestra migliore; inoltre fanno più gruppo e riescono a realizzare una comunità di intenti fondamentale per far andare avanti un progetto così.”