Arrivederci Lodi

By theresia - May 9, 2015
Eccoci di nuovo in viaggio dopo il bellissimo concerto di ieri sera: questa mattina sveglia presto e ora l’orchestra è sul treno che ci porta a Roma, dove nel pomeriggio avremo il sound check al Palazzo del Quirinale. Siamo felici di ricordare ai nostri lettori che il concerto sarà trasmesso in diretta radiofonica su Rai […]

Eccoci di nuovo in viaggio dopo il bellissimo concerto di ieri sera: questa mattina sveglia presto e ora l’orchestra è sul treno che ci porta a Roma, dove nel pomeriggio avremo il sound check al Palazzo del Quirinale. Siamo felici di ricordare ai nostri lettori che il concerto sarà trasmesso in diretta radiofonica su Rai Radio3 e si potrà ascoltare anche in streaming a questo link!

E il concerto di ieri è stato il primo di questa serie, quindi un bel test per misurare il lavoro svolto durante i giorni dello stage a Lodi: l’orchestra diretta da Claudio Astronio ha eseguito l’Ouverture da “Afventyraren” VB 32 e la Sinfonia in mi bemolle maggiore VB 144 di Joseph Martin Kraus, un autore che accende sempre gli animi dei nostri musicisti. Accanto a Kraus, in un accostamento che abbiamo già proposto con successo e che ci piace molto, una pagina di Mozart, il Concerto K212 per violino e orchestra che ha visto come solista Esther Crazzolara: ottima l’intesa con l’orchestra. E del resto Esther è stata spalla di Theresia per tre anni. l’affiatamento e il percorso comune si sentono eccome.

Soddisfatto Claudio Astronio che ci dice: “Ho davanti proprio l’orchestra che vorrei: questi musicisti suonano con grande precisione e io posso chiedere loro un suono dettagliato, compatto e ricco di sfumature. Quelli che ci ascoltano non possono non notarlo e l’entusiasmo del pubblico di ieri lo conferma. A volte nelle orchestre barocche l’arco si usa in maniera un po’ generica, con messe di voce che creano una certa indefinitezza: questi musicisti invece lavorano con l’arco con grandissima precisione, e la cosa è indispensabile per tradurre al meglio un repertorio come quello mozartiano e del secondo Settecento in generale.”

Ecco qualche foto del concerto di ieri!

Claudio Astronio on air

By theresia - August 27, 2014
A few minutes before our last concert in Rovereto (on 22nd August, at Colle di Miravalle) our director Claudio Astronio was interviewed in live broadcasting by Andrea Ottonello, speaker of the radio program Radio3 Suite (Rai): don’t mind if you have lost it, you can hear the interview here!

A few minutes before our last concert in Rovereto (on 22nd August, at Colle di Miravalle) our director Claudio Astronio was interviewed in live broadcasting by Andrea Ottonello, speaker of the radio program Radio3 Suite (Rai): don’t mind if you have lost it, you can hear the interview here!

“Pronti per il Kraus Tour”

By Emilia Campagna - August 15, 2014
Giorni intensi per Theresia, che si prepara ai quattro concerti del Kraus Tour. Tra una prova e l’altra, abbiamo incontrato il Maestro Claudio Astronio, per chiedergli di parlarci del repertorio che affronta l’orchestra in questa tournée. “Innazitutto va detto che quest’anno siamo in residenza al Festival Mozart di Rovereto, abbiamo dunque cercato di aderire il […]

Giorni intensi per Theresia, che si prepara ai quattro concerti del Kraus Tour. Tra una prova e l’altra, abbiamo incontrato il Maestro Claudio Astronio, per chiedergli di parlarci del repertorio che affronta l’orchestra in questa tournée.
“Innazitutto va detto che quest’anno siamo in residenza al Festival Mozart di Rovereto, abbiamo dunque cercato di aderire il più possibile al tema del Festival che in quest’edizione è dedicato al viaggio: è nato così il programma del primo concerto, quello di sabato 16: in Stamitz, Kraus e Mozart abbiamo trovato la suggestione di un viaggio ideale nell’Europa del Settecento, attraverso le città di Mannheim, Roma e Salisburgo cui sono rispettivamente legati il Concerto per clarinetto, la Sinfonia di Kraus e il Divertimento di Mozart. Saremo poi a Bolzano il 21, con un concerto interamente dedicato a Joseph Martin Kraus, compositore che quest’anno abbiamo studiato in modo approfondito. Il programma del secondo concerto a Rovereto, il 22 aderisce nuovamente al tema del viaggio nel suo guardare verso Nord, verso la Svezia dove operò Kraus, cui abbiamo affiancato la Haffner di Mozart in omaggio al Festival. Un programma simile lo porteremo poi a Baselga di Pinè per il concerto conclusivo di questo Kraus Tour.”
In Stamitz si esibirà come solista lo spagnolo Juan Josè Molero Ramos: come nasce questa collaborazione?
“Ramos è clarinettista di Theresia: l’abbiamo selezionato nelle audizioni svolte nel gennaio di quest’anno e ci è piaciuto a tal punto da decidere di valorizzarlo ulteriormente dandogli un ruolo solistico, così come l’anno scorso avevamo in programma un Concerto di Mozart con solista la spalla di Theresia, Esther Crazzolara e il concerto di Haydn affidato al nostro primo violoncello, Magdalena Rosa Dur. La politica dell’orchestra è infatti quella di valorizzare i propri musicisti, invece che invitare solisti prezzolati. Questo fa crescere moltissimo tutta l’orchestra, è elemento di motivazione e orgoglio per tutti i musicisti di Theresia.”
Cosa del vasto repertorio che state affrontando rappresenta il maggior impegno?
“Sicuramente la musica di Kraus: è la più difficile dal punto di vista collettivo, l’orchestrazione è spesso a strati, beethoveniana, e per suonarla bene ci vuole un gruppo molto affiatato, in cui non ci siano individualismi: un gruppo che punti compatto allo stesso scopo.”Lei ha portato l’orchestra in tournée la scorsa estate, e ora torna a dirigerla dopo la parentesi dello stage di perfezionamento primaverile per gli archi: come ha ritrovato Theresia?
“Molto bene: l’organico è stato ampliato perché in Kraus serve una pattuglia di fiati davvero nutrita, fino a quattro corni. Negli archi ci sono tre violini e due violoncelli nuovi; abbiamo acquistato anche una nuova viola, la bravissima Maria Bocelli che infatti guida la fila, e abbiamo aggiunto un contrabbasso: il giovane Adrien Alix affianca Shuko Sugama, che l’anno scorso era da sola: è un gruppo già molto affiatato, con ottime potenzialità.”

Meet Theresia: Valentina Russo

By theresia - May 4, 2014
Valentina Russo ha ventotto anni, viene da Udine e siede tra i primi violini di Theresia Youth Baroque Orchestra dallo scorso anno: scelta nelle audizioni del gennaio 2013, è ora una presenza stabile della compagine degli archi. Noi l’abbiamo intervistata in una pausa delle prove qui allo stage di Baselga di Pinè. Stanca ma soddisfatta […]

Valentina Russo ha ventotto anni, viene da Udine e siede tra i primi violini di Theresia Youth Baroque Orchestra dallo scorso anno: scelta nelle audizioni del gennaio 2013, è ora una presenza stabile della compagine degli archi. Noi l’abbiamo intervistata in una pausa delle prove qui allo stage di Baselga di Pinè. Stanca ma soddisfatta (le sei e più ore di lavoro sono state anche oggi particolarmente intense) ci racconta di sé che ama il violino barocco, che ha incontrato un po’ per caso: “Avevo vinto una borsa di studio per un corso di Ryo Terakado in Slovenia e non sapevo bene a cosa andavo incontro: non avevo nemmeno mai suonato un violino montato barocco e l’esperienza è stata illuminante. Quello che mi ha conquistato in particolare è la timbrica, la pronuncia particolare del fraseggio, una serie di finezze.”

Ora ti dedichi solo al violino barocco? “Vorrei, ma per lavoro suono anche il violino moderno, in particolare quando vengo chiamata in orchestra: all’inizio il passaggio da uno strumento all’altro era drammatico, perché l’emissione del suono è completamente diversa. Poi con il tempo ho acquisito la capacità di calibrarmi più velocemente.”

Cosa ci racconti dell’esperienza con Theresia? Nel lavoro di concertazione con il direttore Claudio Astronio cosa ti sembra più interessante? “Lui lavora molto sul carattere, sull’intensità dell’esecuzione, ma anche sui colori, che devono essere molto dettagliati. L’atmosfera in orchestra è molto buona, molto collaborativa, e con Astronio c’è un ottimo feedback: mi sembra che siamo tutti soddisfatti del lavoro di questi giorni.”

Parliamo proprio di questo stage, che si svolge quattro mesi prima dei concerti estivi: è una formula un po’ inconsueta… “Sì, ed è bellissimo. Stiamo lavorando senza l’ansia di un concerto imminente, con la consapevolezza che potremo sedimentare e maturare con calma quanto fatto in questi giorni. In più questo tipo di immersioni totali nella musica danno un’energia che resta alta anche quando lo stage finisce. Di solito c’è pochissimo tempo, magari si prova un paio di giorni per fare anche un solo concerto: in questo caso, invece, proviamo per quattro giorni e ci ritroveremo ad agosto per fare non uno ma quattro concerti. In questo senso Theresia è una vera e propria orchestra giovanile e di formazione.”

Nel programma del 2014 si dedica molto spazio a Kraus, un compositore ancora poco eseguito: per te com’è stato l’approccio con questo autore? E’ difficile “entrare” nella sua musica?
“Per me era sconosciuto fino all’estate scorsa, quando l’ho scoperto proprio con Theresia: da un certo punto di vista, il linguaggio è quello classico, quindi se conosci Mozart sai come muoverti. Ma poi ci sono delle peculiarità, ovviamente, su cui è necessario lavorare molto, in particolare sulla ricerca dei colori: è musica nuova per tutti noi!”

Un ritiro tra i monti per Theresia

By theresia - April 30, 2014
Finalmente ci siamo! Domani si dà il calcio di inizio al Kraus Tour, il programma 2014 che Theresia Youth Baroque Orchestra dedica a Joseph Martin Kraus (autore che l’orchestra e il suo direttore artistico Mario Martinoli amano particolarmente) e a Mozart. I primi concerti pubblici saranno in agosto, secondo un calendario che prossimamente pubblicheremo su […]

Finalmente ci siamo! Domani si dà il calcio di inizio al Kraus Tour, il programma 2014 che Theresia Youth Baroque Orchestra dedica a Joseph Martin Kraus (autore che l’orchestra e il suo direttore artistico Mario Martinoli amano particolarmente) e a Mozart. I primi concerti pubblici saranno in agosto, secondo un calendario che prossimamente pubblicheremo su questo blog; intanto, per quattro giorni, gli archi si riuniscono per uno stage di studio – un vero e proprio ritiro! – a Baselga di Pinè, ospiti del Festival “Le tastiere raccontano”. Con un nome come “Theresia” qualche miglior luogo che una verde località ben adagiata in riva a un lago, nel cuore dei monti trentini? Con il lago di Serraia e le ampie distese di prati e boschi, Baselga è allegramente invasa da turisti sia nella stagione invernale che in quella estiva: una piccola invasione sarà anche quella dei musicisti e delle musiciste di Theresia Youth Baroque Orchestra, che però avranno poco spazio per passeggiate in riva al lago o escursioni in quota…
Il programma di studio è infatti denso e sostanzioso, con molte pagine di Joseph Martin Kraus , la Sinfonia “Haffner” di Mozart e il Concerto per clarinetto e orchestra di Stamitz.
Lo stage coinvolge i soli archi per, spiega Mario Martinoli, “lavorare sul suono e creare affiatamento tra i musicisti che hanno già suonato per Theresia nei precedenti programmi e i nuovi componenti, che entrano nell’orchestra dopo le audizioni che abbiamo svolto a gennaio. Abbiamo infatti ampliato l’organico e le new entry sono più del 30%; ci teniamo dunque molto a compattare subito la sezione archi.” Quattro mesi prima del tour di concerti, dunque, già si inizia a studiare: “E’ importante dare un’impostazione essenziale agli archi, sono la base del suono dell’orchestra: lavoreranno mattina e pomeriggio con Claudio Astronio, direttore musicale di Theresia che guiderà l’orchestra anche nei concerti in programma in agosto. C’è poi anche un’importante questione di repertorio: se pagine come la Haffner di Mozart sono eseguite spessissimo e quindi sono di approccio più automatico, con Kraus in un certo senso si parte da zero: alcune delle composizioni in programma, come la Ciaccona o il Balletto sull’Armida, saranno in prima esecuzione moderna su strumenti antichi. Questo significa che Theresia deve costruire la propria interpretazione senza riferimenti, con un lavoro musicale notevole, oltre che interessantissimo.”

Well done, Theresia!

By theresia - October 27, 2013
Lunga serata e tanti applausi per gli archi di Theresia Youth Baroque Orchestra: la nostra orchestra giovanile protagonista di un bellissimo concerto, che ne ha messo in luce le doti di elasticità e freschezza. Non era compito semplice quello di eseguire per tre volte di seguito gli stessi concerti (l’Estaste di Vivaldi e il Concerto […]

Lunga serata e tanti applausi per gli archi di Theresia Youth Baroque Orchestra: la nostra orchestra giovanile protagonista di un bellissimo concerto, che ne ha messo in luce le doti di elasticità e freschezza. Non era compito semplice quello di eseguire per tre volte di seguito gli stessi concerti (l’Estaste di Vivaldi e il Concerto op. XI n. 8 di Bonporti) con tre diverse soliste, la svizzero-cinese Anais Chen , l’italiana Esther Crazzolara e la tedesca Anne Kaun.

Le tre violiniste si sono confrontate nella Finale del Premio Bonporti, e alla fine ad avere la meglio è stata la tedesca Anne Kaun a cui è andato il II Premio (I non assegnato), e il Premio Speciale della Giuria, mentre Esther Crazzolara è stata premiata con il III Premio, il Premio Speciale del Pubblico e il Premio Speciale “Theresia”.

L’esecuzione compatta e precisa di Theresia ha dato modo a ciascuna delle tre soliste di proporre a pubblico e giuria la propria interpretazione dei due concerti, con differenze (nello stacco dei tempi, nell’articoltazione e nelle dinamiche) a volte particolarmente sensibili ma sempre assecondate dall’orchestra: sensibile la sintonia di volta in volta dimostrata con ciascuna solista.

Well done, Theresia!

“Theresia ha il fuoco negli occhi”

By theresia - October 25, 2013
Intervista con la “spalla” dell’orchestra Maria Kaluzhskikh E’ Maria Kaluzhskikh la spalla di Theresia Youth Baroque Orchestra nello stage autunnale in corso in questi giorni a Rovereto e che vedrà la compagine impegnata nella Finale del Premio Bonporti: 31 anni, alle spalle lunghi studi al Conservatorio di Mosca, cui sono seguiti due anni di perfezionamento […]

Intervista con la “spalla” dell’orchestra Maria Kaluzhskikh

E’ Maria Kaluzhskikh la spalla di Theresia Youth Baroque Orchestra nello stage autunnale in corso in questi giorni a Rovereto e che vedrà la compagine impegnata nella Finale del Premio Bonporti: 31 anni, alle spalle lunghi studi al Conservatorio di Mosca, cui sono seguiti due anni di perfezionamento a Vienna e recentemente un corso specialistico in violino barocco alla Scuola Civica di Milano con Stefano Montanari. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua esperienza con Theresia: “Ho fatto le audizioni lo scorso gennaio e sono stata presa: per lo stage e i concerti estivi ho avuto l’incarico di primo dei secondi violini; in questa occasione invece sono spalla, konzertmeister, ed è una grande soddisfazione.”
Com’è suonare in Theresia? “Una bellissima esperienza: Claudio Astronio è un grande musicista, ha una visione dell’orchestra davvero interessante; inoltre a me piace suonare in un ensemble formato da persone giovani: c’è una grande voglia di suonare, una bella energia in persone che hanno alle spalle già importanti esperienze professionali ma che allo stesso tempo hanno ancora da imparare e non si adagiano sugli allori… C’è molto entusiasmo, io vedo il fuoco negli occhi dei miei colleghi in orchestra!”

Maria Kaluzhskikh in un momento di prova con Theresia Youth Baroque Orchestra

Maria Kaluzhskikh in un momento di prova con Theresia Youth Baroque Orchestra

Theresia è impegnata nella Finale del Premio Bonporti, questo significa che dovrà suonare lo stesso repertorio (due concerti di Vivaldi e uno di Bonporti) con tre diverse soliste: come ci si prepara a una situazione così particolare?
“E’ sicuramente un lavoro impegnativo: c’è una prima fase in cui si preparano per così dire le “basi”, ovvero l’intonazione, l’insieme, si studia per raggiungere la massima concentrazione e il miglior affiatamento dell’orchestra. Ogni solista però può dare la sua impronta e imporre scelte esecutive che determinano differenze anche significative a livello di articolazione, stacco dei tempi, dinamica: Vivaldi permette una grande libertà in questo senso e di solito si prendono appunti con matite di tre colori diversi per non fare confusione! Noi comunque dobbiamo partire dal presupposto che siamo al servizio di ciascuno dei tre solisti, aiutarli a realizzare al meglio la loro interpretazione.”
Che tipo di lavoro implica rivestire il ruolo di spalla?
“Io sono spesso primo violino in ensemble cameristici, sono stata primo dei secondi in Theresia, ma è la prima volta che copro il ruolo di spalla, di konzermeister, in orchestra ed è sicuramente più impegnativo: è un’esperienza che mi mette alla prova, che mi costringe a dare il massimo. Come spalla mi sento responsabile dell’orchestra, anche perchè suoniamo senza direttore: è un ruolo che richiede molta autorevolezza, perchè se dici qualcosa devi esserne sicuro e convincente, in modo che tutta l’orchestra ti creda e ti segua. C’è da dire che nel caso dei concerti per violino e orchestra questo ruolo passa poi al solista, in una sorta di passaggio ideale di consegne: è comunque un’esperienza straordinaria e molto impegnativa.”

Theresia, l’avventura continua

By theresia - October 18, 2013
Presentata questa mattina la diciottesima edizione del Premio Bonporti, quest’anno dedicata al violino barocco: prove aperte al pubblico e concerti dal 22 al 27 ottobre, dieci selezionati concorrenti (in maggioranza donne) provenienti da tutto il mondo e soprattutto la Finale con orchestra (il 26 ottobre, in Sala Filarmonica, Rovereto, alle 20.30) che vedrà di nuovo […]

Presentata questa mattina la diciottesima edizione del Premio Bonporti, quest’anno dedicata al violino barocco: prove aperte al pubblico e concerti dal 22 al 27 ottobre, dieci selezionati concorrenti (in maggioranza donne) provenienti da tutto il mondo e soprattutto la Finale con orchestra (il 26 ottobre, in Sala Filarmonica, Rovereto, alle 20.30) che vedrà di nuovo protagonista assieme ai concorrenti la nostra Theresia: si schiereranno in questa occasione i soli archi per affrontare il repertorio della Finale che prevede per per tutti i concorrenti l’esecuzione di due concerti tratti da “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi (“L’Estate” e “L’Autunno”) e del Concerto op. XI n. 8 in Re maggiore di Francesco Antonio Bonporti. L’orchestra sarà preparata dal suo direttore principale Claudio Astronio, che però durante la Finale siederà in Giuria, valutando i concorrenti chiamati dunque a un ruolo non solo solistico ma anche concertatore.

Per Mario Martinoli, fondatore e Direttore Artistico di Theresia, la presenza al Premio Bonporti “è motivo di orgoglio, conferma la bontà della collaborazione con l’Accademia di Musica Antica, l’istituzione musicale più qualificata in città per quanto riguarda la musica antica. Peraltro per Theresia essere al Premio Bonporti rappresenta una straordinaria possibilità di crescita: l’orchestra è composta da giovani ancora nel pieno della loro maturazione artistica, dunque le occasioni di formazione ad alto livello sono per noi preziose. In questo caso non si tratta semplicemente di suonare tre concerti, ma anche di accompagnare tre solisti diversi, adattandosi di volta di volta a personalità e stili esecutivi differenti, cosa che rappresenta per noi un’ottima palestra di studio. Tra l’altro l’orchestra si misurerà su un repertorio altamente specialistico come i concerti di Vivaldi e Bonporti: e daremo anche un Premio Speciale di 500 euro per la migliore esecuzione dei concerti di Vivaldi.” Martinoli plaude anche all’iniziativa dell’Accademia di Musica Antica che ha invitato la Presidente di Giuria, la violinista Chiara Banchini, a tenere una masterclass di perfezionamento in violino barocco: “Ne approfitteranno anche i nostri musicisti, è un’occasione straordinaria per confrontarsi con un’artista di tale livello.”

La conferenza stampa è stata occasione per rimarcare le linee, artistiche e progettuali, su cui muove l’attività di Theresia: “Theresia è un’idea, un progetto. Theresia è innanzitutto un’orchestra, che ha debuttato al Ferrari lo scorso anno e si è consolidata con i concerti dell’estate 2013. Il progetto di formazione giovanile prevede che tutti i musicisti siano under 30, e punta a dare loro una prospettiva professionale in più rispetto a ciò che il mercato può offrire. Nell’ambito della musica antica si è assistito in questi ultimi 10 anni a una forte contrazione, al punto che ormai sono rarissimi i gruppi stabili con più di otto-dieci componenti, in particolare in Italia. Pullulano ensemble a formazione variabile, il più delle volte compositi da un numero esiguo di musicisti: noi offriamo un’orchestra, capace di affrontare ad alto livello il repertorio classico secondo la prassi storicamente informata, e in questo ci confermiamo come un unicum.”

Da un punto di vista del progetto culturale “Theresia è la risposta alla crisi della politica e dei finanziamenti alla cultura, rappresenta l’impegno in prima persona di privati disposti a investire capitali in attività di cultura e formazione: in questo momento di grave crisi, la cultura rischia di diventare asfittica: la politica dice pubblicamente che la cultura è importante ma alla fine è l’ambito a cui si chiedono più sacrifici.”

Successo in San Marco per Theresia

By theresia - August 2, 2013
ROVERETO – Successo per Theresia che si è esibita ieri nella chiesa di San Marco a Rovereto: folto pubblico nella Chiesa Arcipretale della città, per il concerto che portava il suggestivo titolo “…In viaggio”. Orchestra compatta, attenta al gesto del direttore Claudio Astronio, e capace di gestire l’acustica fin troppo generosa della chiesa con un’esecuzione […]

ROVERETO – Successo per Theresia che si è esibita ieri nella chiesa di San Marco a Rovereto: folto pubblico nella Chiesa Arcipretale della città, per il concerto che portava il suggestivo titolo “…In viaggio”.

Orchestra compatta, attenta al gesto del direttore Claudio Astronio, e capace di gestire l’acustica fin troppo generosa della chiesa con un’esecuzione vivace, espressiva nei fraseggi e coinvolgente. Applausi per le due soliste, la violinista Esther Crazzolara protagonista nel Concerto K211 di Mozart, e la violoncellista Magdalena Rosa Dür solista nel concerto per violoncello in do di Haydn. Entrambe le musiciste sono in forza all’orchestra: Esther ne è la spalla, Magdalena il primo violoncello, e l’intesa con il resto della compagine sono palesi. Il pubblico ha apprezzato particolarmente le prestazioni delle due soliste: Esther Crazzolara si distingue per la precisione e l’attenta e vivace esecuzione, confermando le doti che la rendono ottima spalla dell’orchestra; Magdalena Dur convince con un’interpretazione  di grande trasporto.

Applausi ancora più scroscianti al termine del concerto che, aperto dalla Sinfonia in re maggiore Fk 64 “Dies ist der Tag” di Wilhelm Friedemann Bach, chiudeva con la Sinfonia in mi minore VB 141 di Joseph Martin Kraus, pagina coeva a quelle di Mozart e Haydn ma percorsa da “brividi” sturm und drang che il gesto di Claudio Astronio traduce ottimamente, seguito da un’orchestra letteralmente elettrizzata!

Theresia durante il concerto in San Marco a Rovereto

Theresia durante il concerto in San Marco a Rovereto

Esther, solista per Theresia

By theresia - July 31, 2013
E’ la spalla fin dalla fondazione di Theresia: figura esile e delicata, Esther Crazzolara sa porsi con autorevolezza e decisione alla testa della “sua” orchestra. E in occasione dei concerti di Rovereto e Bolzano sarà anche solista, nel concerto K 211 di Mozart. Ventisettenne, nata a Brunico, ci racconta i suoi studi “condotti fino al […]

E’ la spalla fin dalla fondazione di Theresia: figura esile e delicata, Esther Crazzolara sa porsi con autorevolezza e decisione alla testa della “sua” orchestra. E in occasione dei concerti di Rovereto e Bolzano sarà anche solista, nel concerto K 211 di Mozart. Ventisettenne, nata a Brunico, ci racconta i suoi studi “condotti fino al diploma al Conservatorio Monteverdi di Bolzano. Dopo il diploma ho seguito un master al Mozarteum di Salisburgo, incentrato sia sul violino moderno che sulla prassi esecutiva, e poi un biennio di perfezionamento al Conservatorio di Verona, interamente dedicato al violino barocco.”

Come e quando è nato l’amore per l’esecuzione su strumenti originali? “Circa sette anni fa, a Brunico, la mia città natale, dove ogni estate si tengono corsi di musica antica. Sono entrata in contatto con questo mondo e sono rimasta affascinata dal suono, che è diverso da quello degli archi moderni, e da un differente approccio all’interpretazione. Nell’ambito della musica antica c’è uno studio particolare, un approfondimento puntuale dello stile del compositore e dell’epoca.”

Esther Crazzolara durante le prove con Theresia

Esther Crazzolara durante le prove con Theresia

Suoni ancora il violino moderno o la tua carriera è tutta votata a quello barocco? “Suono anche il moderno, in particolare con il mio quartetto d’archi, l’Alma Karlin Quartet, e quando suono in orchestra.”

E il lavoro cambia molto? “Diciamo che in primo luogo lo strumento fa indubbiamente la sua parte: le corde e l’arco sono diversi, così come anche l’atteggiamento strumentale. Ma riesco a far dialogare questi due mondi, soprattutto nell’esecuzione di un repertorio classico: in particolare il lavoro nella musica antica mi ha dato un approccio metodologico che condivido con il violoncellista del mio quartetto, Alex Jellici, che è anche un componente di Theresia.”

E nell’ambito del repertorio moderno, cosa preferisci suonare? “Amo i Romantici, come Mendelssohn, ma anche un compositore del Novecento come Bartok: ecco, in quel caso ad esempio, c’è un lavoro più complesso in fase di lettura e di costruzione.”

Parliamo di Theresia, un’orchestra votata al repertorio settecentesco: “Esatto: proprio questo mi ha entusiasmata quando mi è stato chiesto di farne parte. E’ un repertorio che di solito fanno le orchestre moderne, mentre i gruppi di prassi esecutiva si dedicano prevalentemente al Seicento. In questo senso Theresia colma una lacuna!”

Qual è il segreto di una vera orchestra? “La prima difficoltà, o meglio il primo lavoro da fare, è trovare un suono comune: in ogni stage c’è sempre qualcuno di nuovo, perchè Theresia fa ogni anno audizioni e i musicisti selezionati hanno diritto a stare in orchestra tre anni. Comunque, anche se ci sono volti nuovi, in ogni stage già alla prima giornata di prove si sente il veloce miglioramento da una fase iniziale di ‘reciproca conoscenza’ ad un insieme di suono più convincente.”

Trovare questo insieme è anche uno dei compiti del direttore Claudio Astronio: com’è lavorare con lui? “Molto bello: da un punto di vista musicale lui cerca di dare un carattere diverso ad ogni frase, ad ogni dettaglio nell’esecuzione, questo rende tutto molto vivo. Nella sua precisione, ci esorta continuamente a non dimenticare il piano: quando si è molti si pensa di suonare piano ma il risultato complessivo può non essere così sottovoce, perdendo così i preziosi contrasti di questa musica!”

Sarai solista nel concerto K 211 di Mozart, ce ne parli? “Il concerto K211 è poco eseguito, ma non per questo meno affascinante: in particolare ci sono dei momenti di grande intimità e un dialogo molto interessante tra il solista e l’orchestra, per me è un piacere suonarlo.”

Nel resto del concerto accanto a Mozart e Haydn ci sono i nomi meno noti di Wihlelm Friedemann Bach e Martin Kraus, sono autori che ami e che hai già suonato? “Sì, in particolare ho suonato la Sinfonia in do minore di Kraus: amo molto questo repertorio, è molto Sturm und drang”, una musica affascinante bella da eseguire e da ascoltare.”