Meet Theresia: Raffaele Nicoletti

By Emilia Campagna - May 4, 2014
Raffaele Nicoletti è uno dei nuovi componenti dell’orchestra. Siciliano, 29 anni, ha studiato a Catania fino al diploma, per spostarsi poi a Palermo con un’idea in testa: studiare violino barocco: “A Palermo insegna Enrico Onofri e c’è un dipartimento di musica antica estremamente ricco, con classi di canto, liuto, flauto, viola, attività cameristiche e orchestrali. […]

Raffaele Nicoletti è uno dei nuovi componenti dell’orchestra. Siciliano, 29 anni, ha studiato a Catania fino al diploma, per spostarsi poi a Palermo con un’idea in testa: studiare violino barocco: “A Palermo insegna Enrico Onofri e c’è un dipartimento di musica antica estremamente ricco, con classi di canto, liuto, flauto, viola, attività cameristiche e orchestrali. Lì ho completato il triennio di primo livello, poi mi sono spostato a Londra, alla Royal Academy, per studiare in particolar modo con Rachel Podger.”
Dopo i due anni a Londra sei tornato a Palermo per frequentare il biennio di secondo livello: come mai? “Voglio continuare a studiare con Enrico Onofri, sicuramente non ho appreso tutto quello che potevo da lui, ho ancora molto da imparare. Inoltre trovo estremamente interessante l’ambiente di studio a Palermo: a Londra si punta molto sulla ‘performance practice’ e in un certo senso l’Academy tende a ricalcare l’ambito moderno; a Palermo c’è sicuramente un maggiore approfondimento sugli aspetti teorici e storici della prassi esecutiva.”
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E non ti sarebbe piaciuto rimanere a Londra per viverci e lavorarci? “No, onestamente non ci abiterei, è una città troppo dispersiva; inoltre mi mancava, anche nella musica, una certa dimensione di rapporto con le altre persone: gli inglesi sono molto pragmatici e per loro la musica è un mestiere, per me è anche un insieme di relazioni e il mio modo di esprimermi.”
Quasi tutti i tuoi colleghi, italiani o stranieri, devono suonare anche il violino moderno per ragioni professionali: è così anche per te? Ed è un problema passare da uno strumento all’altro? “Anche a me capita di suonare moderno, in particolare in quartetto, ma non è un particolare problema: John Holloway ha detto che ‘il violinista barocco è barocco nella mente’ e io sono d’accordo. Certo, le corde di budello si comportano diversamente da quelle in metallo, ma è una difficoltà che si può agilmente superare”.
Per molti di voi Kraus è stata una scoperta: cosa ci dici di questo compositore?
“Stupendo, semplicemente. Io adoro questi autori classici ma allo stesso tempo non così ‘strutturati’, rappresentano uno stile di transizione in cui la dialettica tra primo e secondo tema tipica della forma sonata non è così forte e sviluppata, ma ci sono mille sfumature. La Sinfonia in do minore mi fa pensare ai quadri di Turner, in particolare allo spettacolare ‘Londra brucia’.”
E come ha lavorato l’orchestra su questo tipo di repertorio?
“Indubbiamente Astronio è un direttore molto raffinato, con un’immagine ben chiara di quello che vuole, e chiede molto a livello di dettagli, di contrasti. Quello che l’orchestra può e deve fare è diventare ancora più duttile, perdere alcune rigidità, per sentire più ‘nella pancia’ e non solo tecnicamente la musica. Lo stile classico non è solo raffinatezze, è lo specchio di un epoca piena di fermenti, di colore, di chiaroscuri.”
Come e dove ti vedi tra cinque o dieci anni?
“Ovunque. E comunque sono convinto che il futuro sia adesso. Mi piace suonare in orchestra, ma anche in gruppi ristretti e in questo momento sto studiando anche clavicembalo: adoro suonare il continuo, e, chissà, magari sarà il mio futuro.”

Meet Theresia: Maria Misiarz, Paulina Ptak, Aleksandra Rybak

By Emilia Campagna - May 4, 2014
La fila dei violoncelli a Theresia parla polacco : alla ventisettenne Maria Misiarz, già in orchestra dallo scorso anno, si sono affiancate in questo stage a Baselga di Pinè Paulina Ptak e Aleksandra Rybak, rispettivamente di 26 e 29 anni. La circostanza in verità non è casuale perchè tutte e tre vivono e studiano a […]

La fila dei violoncelli a Theresia parla polacco : alla ventisettenne Maria Misiarz, già in orchestra dallo scorso anno, si sono affiancate in questo stage a Baselga di Pinè Paulina Ptak e Aleksandra Rybak, rispettivamente di 26 e 29 anni. La circostanza in verità non è casuale perchè tutte e tre vivono e studiano a L’Aja: Paulina e Aleksandra hanno saputo da Maria della sua esperienza in orchestra e della possibilità di partecipare alle audizioni nel gennaio di quest’anno.

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Maria Misiarz, Paulina Ptak, Aleksandra Rybak in un momento delle prove

Paulina e Alexandra sono entrambe diplomate in violoncello barocco, e si sono perfezionate a L’Aja, dove c’è una delle scuole di musica antica più prestigiose d’Europa: Paulina suona prevalentemente con la “Bach Orchestra”: “Suoniamo quasi sempre programmi di musica barocca con strumenti antichi, ma due volte l’anno proponiamo anche repertorio romantico, e in quel caso passiamo agli strumenti moderni.” Alexandra invece è eclettica: “Mi piace molto passare dall’antico al moderno: suono sia in orchestra che in gruppi da camera, anche con mio marito che è clarinettista. Con lui ho anche un gruppo klezmer di cinque elementi e lavoriamo molto perchè è un genere che non è così facile sentire in Olanda: invece credo che il mercato sia pieno di bravi strumentisti barocchi, quindi non è così semplice fare una scelta lavorativa esclusiva in quell’ambito.”
Mentre Maria Misiarz aveva già studiato una Sinfonia di Kraus lo scorso anno nei concerti estivi di Theresia, per Paulina e Alexandra è stata una scoperta di questo stage: per entrambe è “musica davvero potente. E’ stata un po’ impegnativa da leggere nelle parti solistiche ma nell’insieme funziona talmente bene che non è stato così difficile lavorare in fase di concertazione. Lo stile Sturm und drang ricorda quello di Carl Philip Emanuel Bach e alcune cose sono molto intuitive.”