A Genova, una casa della musica

By Emilia Campagna - May 5, 2017
Il prossimo stage di Theresia sarà organizzato in collaborazione con la Casa della Musica di Genova: Riccardo Damasio ci racconta la storia e le attività di una realtà unica nel suo genere

A Genova c’è una Casa della musica: non una scuola, non un centro per registrazioni, non una sala prove. O meglio, c’è tutto questo e anche di più in un posto “nato per accogliere la musica, per dare spazio a chi la fa e a chi la ama.” L’oboista Riccardo Damasio, tra i fondatori di una realtà ormai decennale e praticamente unica nel suo genere in Italia, ci racconta la storia e le attività della Casa della Musica: “E’ uno spazio fisico pensato e attrezzato per offrire davvero una “casa” alla musica e i musicisti: quando è nato il cuore del progetto era proprio questo. Fisicamente ha aperto nel 2007, al termine di un processo iniziato nel 2000. In quell’anno sono iniziati una serie di lavori di ristrutturazione nell’area del porto antico, lavori pensati in vista del G8 2001 e di Genova Capitale della Cultura (2004). L’area del porto antico a quel tempo non era aperta alla città, quindi si è trattato di un processo di restituzione di un’intera parte di Genova con l’idea di creare uno spazio cittadino nuovo: come prime cose sono stati aperti il Museo del Mare, inaugurato nel 2004 e la Facolta di Economia; tra i progetti vi era l’istituzione di una Casa della Musica, una Casa dell’Arte, un Auditorium e spazi per bambini: la Casa della Musica ha aperto, gli altri progetti non sono decollati.”

La Casa della Musica è nata per accogliere la musica, per dare spazio a chi la fa e a chi la ama

Quali sono stati i primi passi della Casa della Musica?

“Tutta l’area rinnovata è stata posta sotto la gestione dalla Porto Antico S.p.A., una partecipata del comune: all’epoca abbiamo costtuito un consorzio di musicisti e realtà musicali, approntando un progetto di gestione e riqualificazione di spazi adatti ad ospitare la musica. Abbiamo vinto, e nel 2007 abbiamo iniziato le attività, divise nel nostro progetto in tre ambiti: in uno spazio di 1000 metri quadrati avevamo previsto di destinare circa la metà ad aule di musica, e l’altra metà divisa tra sale di registrazione e aule per la formazione. Non sono mancate le traversie, anche perchè siamo partiti proprio nel momento in cui è esplosa la crisi; Genova poi è una città dove non è facile costruire cose nuove, il primo atteggiamento è di diffidenza ed oggettivamente l’impresa è stata complessa. C’è stato un grosso investimento di risorse private da parte delle persone (perlopiù musicisti) direttamente coinvolte.”

Con che attività siete partiti? Ci sono stati dei cambiamenti in questi 10 anni?

“Siamo partiti puntando molto sulla didattica per bambini: all’epoca c’erano pochissime offerte in tal senso e siamo diventati presto un punto di riferimento. Negli anni poi il nostro fuoco si è spostato anche su altre cose, ad esempio ospitando musicisti, spesso professionisti che hanno usato la Casa della Musica come sala prove: in questo spazio c’è un’unione di tecnologia d’avanguardia e bellezza, abbiamo lavorato per costruire un luogo tecnicamente eccellente e in tal senso è uno spazio adatto ad ospitare situazioni “raffinate” come Theresiae; questo progetto rientra in una piùampia idea di lavorare su aspetti di alta formazione che ci permettano di uscire dalla dimensione cittadina. Al centro c’è sempre il concerto di “ospitare la musica.”

L’impresa è stata complessa: c’è stato un grosso investimento di risorse private da parte delle persone direttamente coinvolte


Come sono le vostre relazioni con il territorio?


“Direi buone, sia con le altre scuole di musica, tra cui in particolare la Scuola Conte, con cui ci sono pratiche di collaborazione che valorizzano la rete territoriale, sia con il Conservatorio, con cui ragioniamo soprattutto in termini di propedeutica ai corsi pre-accademici; inoltre abbiamo collaborazione con l’Università, il Comune e la Regione.”


Restando in tema di “territorio”, qual è il rapporto con gli enti pubblici? Vi sostengono finanziariamente?


“Se per sostegno intendiamo finanziamenti diretti, allora no, non ne abbiamo: i soldi pubblici a cui abbiamo avuto accesso in questi anni vengono tutti dalla vittoria di bandi a cui abbiamo partecipato con i nostri progetti.”


Su quali progetti state lavorando in questo momento?

“Abbiamo nuovi progetti che puntano ad allargare l’utenza e a diversificare l’attività: ad esempio abbiamo in cantiere un progetto sulla canzone in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, un progetto che punta a lavorare sulla canzone da un punto di vista del testo, utilizzando le competenze specifiche di una scuola di scrittura creativa come la Holden. Un progetto come questo amplia i confini della nostra attività oltre quelli cittadini perchè sicuramente sarà attrattivo per giovani da tutta Italia. In un contesto più locale invece c’è in corso un progetto con l’Università di Genova, che ci ha chiesto una consulenza per istituire un coro a cappella di studenti: un’idea un po’ all’americana che sta dando buoni frutti. Infine abbiamo vinto un bando del Fondo Sociale Europeo per un progetto di inclusione di persone con disabilità: si tratta di un progetto piuttosto ampio, con una parte di attività specifiche e una parte dedicata alla formazione di un ensemble misto, che accolga nello stesso gruppo strumentale disabili e normodotati.”


La collaborazione con Theresia è una delle novità di quest’anno: come si configura il lavoro assieme all’orchestra?


“Per noi questa nuova collaborazione è molto importante: ci permette di coltivare il filone dell’alta formazione e di portare dentro gli spazi della Casa della Musica un’orchestra raffinata come Theresia, facendo quindi incontrare l’estrema qualità del lavoro di Theresia con un luogo tecnicamente eccellente. In particolare, la residenza che si svolgerà a luglio sarà un vero e proprio stage e si terrà qui a Genova, nella Casa della Musica; per la produzione di maggio, invece, la nostra collaborazione ha permesso di avviare una partnership con il Teatro di Camogli, un bellissimo Teatro che ha riaperto da pochi mesi.”

Theresia è un’orchestra sostenuta da un progetto di mecenatismo privato: ci sono realtà analoghe e iniziative di mecenatismo culturale sul vostro territorio?

“Ci sono molte situazioni potenzialmente interessanti ma il discorso non è semplice, più che altro perchè il genovese ha una certa diffidenza, non si butta, resta volentieri nella cerchia delle persone a lui più vicine. Noi in questo senso siamo un po’ anomali e pensiamo che l’esempio di Theresia possa servire a lanciare un modello virtuoso anche da noi.”

Fiorisce Theresia, una primavera travolgente

By Emilia Campagna - April 28, 2017
La primavera di Theresia si apre con una nuova collaborazione e una residenza nella splendida Camogli

Ricominciano le attività di Theresia Youth Orchestra, che dopo l’inverno dedicato alla formazione, si ripresenta in primavera sui palcoscenici per una serie di concerti che la porteranno da Camogli a Bologna e a Mantova.

Si comincia con il primo stage del 2017, in Liguria: l’orchestra sarà in residence per una settimana a Camogli, splendida località della Riviera dei Fiori. Si tratta di una nuova collaborazione con la Casa della Musica di Genova, di cui vi racconteremo approfonditamente nei prossimi post. La residenza inizierà il 12 maggio e terminerà il martedì successivo con un concerto nel Teatro di Camogli, spazio recentemente rinnovato e riaperto al pubblico. Il giorno successivo l’orchestra si sposterà a Bologna per un concerto al Teatro Manzoni nell’ambito del prestigioso “Bologna Festival”, un palcoscenico di assoluto livello tra i festival italiani.

L’orchestra sarà diretta da Chiara Banchini che continua nel suo progetto di approfondimento del repertorio strumentale di Franz Joseph Haydn e Luigi Boccherini: il programma prevede infatti due pagine (una Ouverture e una Sinfonia) di entrambi gli autori. Di Haydn verranno eseguite l’Ouverture da “Armida” e la Sinfonia n.89 in fa maggiore Hob I:89; di Luigi Boccherini l’Ouverture in re maggiore op.43 G 521 e la Sinfonia in re maggiore op.42 G 520.

Alla fine di maggio, l’Orchestra si riunirà nuovamente in un’altra città gioiello, Mantova: Theresia Youth Orchestra sarà in residence nell’ambito del Festival Trame Sonore, una vera e propria festa della musica che trasforma l’intero centro cittadino in un grande palcoscenico musicale, con 180 concerti in cinque giorni e 400 artisti coinvolti. L’orchestra sarà a Mantova dal 28 maggio al 4 giugno e sarà diretta da Claudio Astronio: ben quattro gli appuntamenti che vedranno coinvolta l’orchestra, con un programma che spazia da Mozart (Sinfonia in la maggiore K 201 e Sinfonia in re maggiore K 202) all’amato Martin Kraus (l’Ouverture da “Prosperpin” e le due Sinfonie in re maggiore V 143 e in mi bemolle maggiore VB 144) al “nuovo” Myslivecek (Sinfonia in la maggiore).

Sul principio dell’estate, all’inizio di luglio, un nuovo progetto “Academy” vedrà coinvolti archi e fiati sotto la guida di Chiara Banchini e Alfredo Bernardini: la residenza artistica si terrà presso la Casa della Musica di Genova.

Mecenatismo, un convegno a Padova

By Emilia Campagna - November 29, 2016
Il Conservatorio di Padova organizza un convegno per parlare di Mecenatismo 2.0: tra idee, progetti e buone pratiche, c'è anche Theresia-Project

Che di mecenatismo si parli sempre più spesso, a vari livelli e in diversi contesti, è un dato di fatto che segna che il vento nuovo di un diverso sostegno alla cultura è possibile: dall’Art Bonus alle iniziative interamente private , il mecenatismo avanza a piccoli/grandi passi.

Per fare il punto della situazione e guardare avanti, il Conservatorio “C. Pollini” di Padova ha organizzato il convegno “Mecenatismo 2.0. L’evento italiano per discutere il mecenatismo culturale del futuro”: una giornata in cui esperti e protagonisti delle politiche culturali si confronteranno sul tema di una partecipazione e di un sostegno diversi.

Evento corale, reso possibile dal contributo e dalla collaborazione di molte realtà del territorio, a parlarcene è Margerita Colonnello, giovane componente del team organizzativo quasi tutto under 30: “La prima idea è nata tre anni fa da un confronto con il Direttore del Conservatorio di Padova, Leopoldo Armellini, e si è sviluppata anche grazie ai contributi di Gianluca Toschi e Martina Giannecchini, docenti di Economia Politica e Jacopo Bonetto, Direttore dei Beni Culturali: la questione principale, più che politica, è di civiltà, ovvero quella di un disinteresse del tessuto commerciale e produttivo della città nei confronti del mondo musicale.” Questioni di civiltà e di paradossi: da un lato infatti c’è “il mecenatismo delle Fondazioni, che con finanziamenti importanti sostengono le stagioni d’opera e le iniziative più istituzionali e di ampio respiro, dall’altro manca quel substrato di consapevolezza culturale che rende veramente ricca la città, con il piccolo commerciante che dona 500 euro rendendo possibile l’organizzazione di un concerto che lancerà un giovane artista.”

Il convegno punta dunque a creare dibattito e coinvolgimento attorno all’idea di mecenatismo e dare l’avvio a processi virtuosi e buone pratiche: per questo il format della giornata è volutamente innovativa: “Prima di tutto evitiamo l’approccio classico per il quale si ripete il mantra che la cultura è in crisi e va salvata ad ogni costo; e non è nemmeno il classico convegno accademico al quale partecipano solo addetti ai lavori che sanno già tutto sul tema.” Piuttosto, una giornata capace di generare contatti, conoscenze e interesse. Il programma della mattina prevede un “formato stile talk-show, con la giornalista Giulia Salmoso che intervisterà i vari relatori e un pianista jazz a riempire i momenti di pausa.” Alla sessione della mattina parteciperanno Claudio Bocci, Direttore di Federculture, Carolina Botti , Direttrice della Centrale Ales, Gilberto Muraro, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Pierluigi Sacco, Professore di Economia della Cultura presso la IULM, Giulio Muratori, Capo Delegazione del FAI, Anna Viel, Presidente Confindustria Giovani di Padova e Giorgio Andrian , Esperto UNESCO.

Il pomeriggio sarà dedicato a una serie di interventi affidati ad alcuni protagonisti attivi del “Mecenatismo 2.0”: “Sarà una serie di brevi interventi nello stile dei Ted-ex, di otto minuti ciascuno, sottolineati da un’illuminazione coinvolgente.” Un pomeriggio denso in cui si parlerà anche del progetto Theresia: tra i realtori invitati c’è anche il nostro fondatore e direttore artistico Mario Martinoli.

Al termine della giornata il pubblico voterà uno dei 10 progetti culturali innovativi selezionati dallo staff entro 30 che hanno partecipato a uno speciale bando: “Durante l’evento sarà data la possibilità di esporre in appositi stand fino a dieci progetti culturali interessati a proporsi come oggetto di finanziamento. I progetti culturali, selezionati con bando, avranno modo di presentare al pubblico e ai relatori i propri obiettivi e, al termine dell’evento, il progetto più votato dalla platea riceverà un finanziamento pari all’incasso dell’intera giornata.”

Our places: Conservatorio “Giuseppe Verdi” in Milan

By Emilia Campagna - November 23, 2016
Sala Puccini, where Theresia will perform conducted by Chiara Banchini, is one of the concert venues inside Conservatorio "Giuseppe Verdi"

Theresia Youth Orchestra will perform in one of the most important places when one thinks about music and music education in Italy: Conservatorio “Giuseppe Verdi” in Milan. It was founded at the beginning of 19th century, in a period when the public instruction in Milan was widespread, due to Maria Theresia’s enlighted reforms, but the same couldn’t be said about the music education, as a matter not considered essential for the training of artisans and officials.

In 1796 Napoleon had conquered the city of Milan and the Lombardy region, and the cultural life of the city, already animated, was living a season of renewed energy: this was the contest in which the idea of a public musical school arose. The model was the Conservatory of Music in Naples: it was not a conservatory as we know it today, instead, it was an orphanage with the main goal of teaching music to children, boys and girls, so that, when they grow up, they had a job.

The Royal Conservatory of Music was inaugurated Sept. 3, 1808, with the entry of 18 students in the collegiate church of St. Mary of the Passion (room and board at government expense). Beyond internal students, there was a number of students not residing and paying for access to the lessons. At the same time the Library was founded, which eventually would become a landmark for the preservation of musical text.

During the 19th Century the Conservatory in Milan acquired prestige mainly thanks to its symbiosis with the Teatro alla Scala, at the forefront in the field of opera, leading good musicians to the city. At the beginning of 20th century the Conservatory was named after Giuseppe Verdi, although the composer had disagreed with this idea, put forward for the first time when he was still alive: curiously, Verdi himself had been rejected from Conservatory when he had tried to be admitted at the age of 19!

Today the Conservatory of Milan is the largest musical education institute in Italy. It is part of the system of Higher Education in Art and Music (AFAM), parallel to the University and more than 25 different instruments are taught. It has two big concert venue, Sala Verdi and Sala Puccini: the Sala Puccini, where Theresia will perform, is a 400-seats hall and was built in its present location after the bombings of World War II and opened in November 1952. It is primarily dedicated to initiatives in teaching and in public concerts produced by the Conservatory and it is often granted to third parties for concerts.

Check the calendar and find more info about the concert in Milan

I concerti nelle case con una app

By Emilia Campagna - November 18, 2016
Groupmuse è una piattaforma social che negli Stati Uniti mette in rete musicisti e appassionati per organizzare concerti nelle case private

E’ la hausmusik ai tempi della sharing economy: i concerti nelle case private sono tornati prepotentemente di moda negli Stati Uniti grazie a una piattaforma social, Groupmuse, nata a Boston nel 2013 e cresciuta diffondendosi a New York, San Francisco e Seattle anche grazie a massicce campagne di crowdfunding.

“Salviamo la musica classica e la nostra vita sociale” lo slogan della piattaforma, nata da un gruppo di studenti del New England Conseratory che si riunivano a casa del pianista Christian Budu in “feste che facevano tremare le travi del tetto al suono della musica di Brahms fino a tarda notte”. Ad avere l’idea di una piattaforma social fu Sam Bodkin che mentre lavorava alla Boston Symphony Orchestra pensò di creare un mix “tra Couchsurfing e i concerti in casa dei miei amici del Conservatorio.” Come Sam Bodkin spiega in un’intervista, “Groupmuse è un social network che mette in connessione i musicisti con gli spazi privati: nascono così le feste con concerti di musica da camera, che chiamiamo ‘groupmuses’. Sono un’esperienza sia musicale che sociale, sia divertente che intellettualmente stimolante.”

I musicisti vengono pagati, grazie a un contributo libero che non è mai sotto i 10 dollari: questo nel caso di eventi aperti a tutta la comunità di Groupmuse. E di solito i musicisti si portano a casa in media 160 dollari per concerto. Se invece si vuole organizzare un evento privato con invitati selezionati, allora c’è un contributo fisso di 100 dollari alla piattaforma, che provvede a dare il compenso ai musicisti.

Groupmuse si è meritata l’attenzione del Guardian, che ha dedicato un articolo alla piattaforma in occasione della sua operazione di espansione fuori da Boston, in alcune città degli Stati Uniti; la forza di Groupmuse, scriveva Tom Service nell’articolo, non sta tanto nella novità (i concerti in casa c’erano anche ai tempi di Haydn e Schubert) quanto nell’efficacia della formula: “Chi ha avuto il privilegio di ascoltare da vicino dei buoni musicisti suonare quartetti o quintetti per pianoforte sa che non c’è migliore esperienza musicale: nasce una connessione simbiotica tra gli ascoltatori e gli esecutori, un vero e proprio spirito di gioia collettiva, di gioco e di piacere, e si ha l’occasione di sentire la musica con una profondità che la sala da concerto non permette del tutto. Inoltre è possibile bere quanto si vuole, scatenarsi a piacere prima e dopo, e si può anche parlare con i musicisti. Rispettando naturalmente, l’unica regola fondamentale su Groupmuse giustamente insiste, dare alla musica e ai musicisti il rispetto dovuto durante la performance.”

Più recentemente, Lydia Kontos sull’Huffington Post ha definito Groupmuse la via per salvare la musica classica da morte certa: se tra le fila degli auditorium e delle sale da concerto l’età media continua a salire, il social network si rivolge a millennials desiderosi di vivere la cultura in modo alternativo. E Wired lo chiama un “Uber per giovani che vogliono la musica in salotto”. Per noi, un altro tassello nell’universo delle forme alternative di sostegno alla cultura e, perchè no, un’occasione per esercitare azioni di mecenatismo in maniera creativa.

New/old places for music: the hausmusik

By Emilia Campagna - November 16, 2016
Concerts in private houses are a long-standing tradition that Wunderkammer and Theresia are reviving with the concert season "Hausmusik"

Probably the most famous at all was Franz Schubert, with his domestic concerts also known as “Schubertiades”: these were generally informal events, unadvertised gatherings, held at private homes. They were concerts put on for a small group of friends and fans, with the composer’s participation. Schubertiades in early 19th-century Vienna were typically sponsored by wealthier friends or aficionados of Schubert’s music. In addition to Schubert’s music, they often also featured poetry readings, dancing, and other sociable pastimes. Attendees numbered from a handful to over one hundred. Schubert’s friend Leopold Kupelwieser claimed to hold them on his own, writing, “I treat myself to a Schubertiade now and again”.

For the Vienna of that time it was something new, and at the same time something old, because domestic concerts (i.e. not held in a public concert venue) were a long-standing tradition in noble palaces and a widespread habit for bourgeois families.

For the same reason, it is not new at all but is something very innovative that Wunderkammer decided to revive the tradition with a concert season entirely held in private homes: we are talking about “Haus & Gartenmusik”, the season of concerts in private homes and gardens. Theresia is an active partner of Wunderkammer, and we had a first and very enjoyable experience the last August. Since the available spaces are not suitable for the orchestra, the concerts are a precious opportunity for the chamber groups born inside the orchestra: our spinoff. The August concert was held by Austro Ensemble, now we’ll have Amalia Trio on the stage in two concerts, the first in Rovereto on 26th November, the second in Krajna Vas (Slovenia) the day after.

Amalia Trio is a string trio formed by violinists Klaudia Matlak and Agnieska Papierska and cellist Maria Miriarz: in the same days, they will be also the soloist in the orchestral production, performing JC Bach’s Sinfonia Concertante with flautist Laura Lovisa under the conduction of Chiara Banchini.

According to the formula of “Haus & Gartenmusik”, it is known that they will play music by Jadin, Pleyel, Dahmen, Schubert, but the exact site of the concert will be kept secret until a few hours before the event; the “blind booking” can be done by writing a mail to info@tybo.org.

Amalia Trio

Theresia e Chiara Banchini, un’intesa nel segno del Settecento concertante

By Emilia Campagna - November 9, 2016
Chiara Banchini dirigerà nuovamente Theresia continuando un importante lavoro sul repertorio settecentesco: nei concerti in programma a Cremona, Milano e Torino, pagine di Haydn, Kraus e Johann Christian Bach

I concerti che concluderanno la stagione 2016 di Theresia vedranno il ritorno alla testa dell’orchestra di Chiara Banchini, violinista e direttrice svizzera con cui abbiamo la fortuna di avere una bella e ricca collaborazione: in questi anni numerosi dei progetti orchestrali sono stati condotti da Chiara Banchini, dal “Progetto Boccherini” del novembre 2014, ai concerti tenuti a Lodi e Padova un anno fa. Nel suo lavoro con l’orchestra Chiara Banchini ha puntato sull’approfondimento di un repertorio squisitamente settecentesco fatto anche di pagine rare di autori come Boccherini, Haydn, Carl Philip Emanuel e Johann Christian Bach. Alcuni di questi nomi tornano anche nel programma di novembre che si aprirà con la Sinfonia op. 6 n. 6 di Johann Christian Bach: il più giovane dei figli di Bach compose questa sinfonia negli anni ’60 del Settecento, a Londra. In Sol minore, questa Sinfonia è carica di elementi Sturm und Drang, con i forti contrasti, i passaggi tempestosi e impetuosi e il patetismo del secondo movimento, Andante, più tosto Adagio, uno dei più lunghi movimenti sinfonici scritti da J.C. Bach. L’intera Sinfonia contiene idee e suggestioni che un orecchio attento non faticherà a ritrovare in ben più famose composizioni di Mozart, dalla Sinfonia in Sol minore K 183 al Concerto per pianoforte K 491. Accanto alla Sinfonia op. 6 n. 6, Theresia ripropone la Sinfonia Concertante C44, in cui saranno soliste le prime parti dell’orchestra: le violiniste Klaudia Matlak e Agnieszka Papierska, la flautista Laura Lovisa and la violoncellista Maria Misiarz.

Il programma comprende anche una composizione di Joseph Martin Kraus, compositore prediletto dall’Orchestra Theresia, che amplia il proprio repertorio con l’Ouverture “Fiskarena”, tratta dall’omonima pantomima; e infine una Sinfonia di Franz Joseph Haydn, in Do maggiore Hob 48: scritta nel 1768 o nel 1769, è nota con il soprannome di “Maria Teresa” poiché per lungo tempo si è creduto che fosse stata composta in omaggio all’imperatrice Maria Teresa d’Austria durante una visita al principe Esterházy, di cui Haydn dirigeva la cappella musicale. Studi più approfonditi hanno poi dimostrato che non è questa la Sinfonia che Haydn dedicò all’imperatrice, ma il titolo è rimasto: e non poteva mancare dal repertorio di Theresia Orchestra, che nel proprio nome omaggia la grande imperatrice e le sue idee riformiste e illuminate.

 

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Critica musicale in crisi, la salveranno i mecenati?

By Emilia Campagna - November 3, 2016
Mentre calano ovunque gli spazi della critica musicale, un progetto pilota del Boston Globe si appoggia sul sostegno filantropico di alcuni enti per assumere per 10 mesi la critica Zoe Madonna: un modello che farà scuola?

La critica musicale è in crisi da un decennio: in Italia è relegata dai massimi quotidiani a veri e propri trafiletti (salvo poche eccezioni), all’estero mediamente va meglio, ma gli spazi calano e le redazioni assoldano sempre meno critici. In un circolo vizioso che non può che peggiorare, l’assenza di spazi nutre il disinteresse verso il genere, e il (presunto) disinteresse dei lettori giustifica le redazioni nei loro tagli indiscriminati.

Il Boston Globe ha una solida tradizione di giornalismo musicale – del resto la vita musicale della città americana è ricchissima, dalla Boston Symphony Orchestra in giù – però negli ultimi anni la redazione ha calato le collaborazioni con i critici musicali freelancer. In occasione di un periodo sabbatico del suo critico principale, Jeremy Eichler, il Boston Globe ha lanciato un progetto pilota che, grazie al sostegno filantropico del Conservatorio di Musica di San Francisco, dell’Istituto Rubin per la Critica Musicale e della Ann and Gordon Getty Foundation, permetterà al giornale di assumere per 10 mesi la critica Zoe Madonna.

L’operazione potrebbe fare scuola: gli addetti ai lavori e gli organizzatori nel campo musicale hanno tutto l’interesse che i mezzi di informazione diano spazio alle loro attività e che il dibattito critico su carta nutra l’attenzione degli appassionati; Stephen Rubin, fondatore del celebre Istituto di critica musicale, ha dichiarato di auspicare che “la volontà di collaborare con noi da parte del Globe sia da modello per altri newspaper nel Paese”.

Si apre però la questione non marginale dell’indipendenza del giornalista rispetto ai filantropi: in determinate circostanze gli articoli di Zoe Madonna potrebbero cadere sotto la sfera del conflitto di interessi, ma il Boston Globe ha rivendicato per sè il totale controllo redazionale.

In ogni caso, da lunedì Zoe è al lavoro in redazione, e non nasconde la propria eccitazione: “Questa è un’iniziativa resa possibile da un gruppo di istituzioni che non vogliono veder scoparire il giornalismo musicale. Se va tutto bene, io sarò la prima di molti giovani critici ad essere supportata. Ringrazio tutti quelli che sono coinvolti e non vedo l’ora di scoprire quali avventure mi porterà questa nuova esperienza.”

Zoroastro, buona la prima

By Emilia Campagna - October 24, 2016
A Rimini si proietta in prima assoluta la pellicola realizzata dal regista Gianni di Capua con Theresia Youth Orchestra

Arriva sul grande schermo “Zoroastro. Io, Casanova”, il film concerto con la regia di Gianni Di Capua che verrà proiettato giovedì 27 ottobre a Rimini al Cinema Tiberio (ore 21) nell’ambito di una sezione speciale della Sagra Malatestiana dedicata ai 40 anni del “Casanova” di Federico Fellini.

Scrive Roberto Calabretto – critico cinematografico che introdurrà al pubblico la proiezione – che “filmare la musica significa offrire una sua interpretazione. Cogliere un evento concertistico con la telecamera comporta una particolare lettura della partitura che, nel migliore dei casi, porta ad una messa in atto di equivalenze fra il linguaggio delle immagini e quello dei suoni.” L’operazione filmica messa in atto con Zoroastro, infatti, è più che un omaggio a Casanova e al suo “Zoroastro” (che il poeta italiano tradusse dal libretto di Louis de Cahusac per la compagnia italiana dell’Opera di Dresda di cui faceva parte la madre in qualità di attrice): il regista Gianni Di Capua, infatti, non si è limitato ad usare le musiche come sostegno e accompagnamento delle immagini, ma ha fatto della performance di Theresia Youth Orchestra diretta da Claudio Astronio il fulcro dell’azione filmica. Tutto ruota attorno ai testi di Casanova letti da Galatea Ranzi e alle musiche dello Zoroastro di Rameau, selezionate e trascritte da Claudio Astronio con le voci soliste di Olivier Déjean, Andrés Montilla-Acurero e Martina Tardi.

All’anteprima riminese, un ritorno nella città dove il film è stato girato nell’ottobre dell’anno scorso, seguiranno altre proiezioni: dal 2 marzo 2017 “Zoroastro” sarà in cinema selezionati e rassegne concertistiche e sarà visibile sulla piattaforma internazionale Medici.tv http://www.medici.tv/

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#Archetybo, ultimi giorni decisivi

By Emilia Campagna - October 12, 2016
C'è tempo fino al 17 ottobre per donare ad #Archetybo e raggiungere l'obiettivo di 10000 Euro della raccolta fondi

Siamo in dirittura d’arrivo con #Archetybo, la nostra campagna di raccolta fondi per l’acquisto di archetti classici da destinare ai musicisti dell’orchestra. La campagna fino ad ora ci ha permesso di raccogliere quasi 5000 euro, per la precisione 4917! In questi ultimissimi giorni (c’è tempo fino al 17 ottobre) dobbiamo moltiplicare gli sforzi, perchè nel caso l’obiettivo che ci siamo dati (10000 euro) non venga raggiunto non riceveremo nulla.

Quindi il contributo di ciascuno è importantissimo: che si tratti di 1, 100 o 1000 Euro, ogni donazione è preziosa e vi invitiamo a sostenere il progetto per far sì che quanto fatto finora non vada perso! Ed anche invitare amici o conoscenti a contribuire ad #Archetybo è una forma molto importante di sostegno.

 

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