Mecenatismo e comunicazione:
voci dalla Tavola Rotonda (1)

By Emilia Campagna - May 31, 2019
Tanti stimoli dalla tavola rotonda su mecenatismo e comunicazione organizzata a Mantova per Trame Sonore da Isituto Bruno Leoni

MANTOVA – “Mecenatismo, art bonus e social media: risorse, idee e politiche a favore della musica e delle arti”: erano tanti i temi della tavola rotonda organizzata da Bruno Leoni e Oficina Ocm a Mantova. La mattina è stata lunga e densa di interventi e di idee: noi l’abbiamo seguita tutta e in questo e nei prossimi post vi raccontiamo com’è andata.

I lavori sono stai introdotti da Angelo Foletto, che è partito dal concetto di mecenatismo come “cultura del dono” citando illustri esempi: “Parliamo di mecenatismo a casa dei Gonzaga; e parliamo di mecenatismo 2000 anni dopo la morte di Mecenate. L’interpretazione di mecenatismo di questi modelli ci ha dato qualcosa di cui ancora godiamo: ma come si interpreta o si favorisce oggi il mecenatismo?”

Dal gesto personale al sostegno strutturato

A rispondere, partendo dall’esperienza concreta è stata Elena Gaboardi, Vicepresidente di Fondazione ICONS, parlando del programma di perfezionamento musicale Theresia: “Theresia è nata da un gesto personale di mecenatismo privato, un gesto fondato su contenuti forti come la volontà di favorire il perfezionamento di giovani musicisti che eseguono repertorio classico sugli strumenti originali; a questo gesto personale negli anni si è affiancato qualcosa di più strutturato inserendo Theresia nelle attività di Fondazione ICONS. La qualità consolidata del progetto chiama oggi a un allargamento del supporto, ovvero a motivare nuovi mecenati, lavorando sulla reputazione e sull’immagine del progetto e sulla rete di potenziali donatori, ma anche su altri strumenti che affianchino il mecenatismo privato.” Ma come si attraggono i mecenati? “Dando il buon esempio, certo, ma soprattutto dando buone motivazioni: le buone cause per cui spendersi sono moltissime e il nostro progetto è molto specifico: ci vuole chiarezza, trasparenza e capacità di lavorare sulla responsabilità sociale.”

Mecenatismo, una questione di famiglia

Un’altra voce dal mondo del mecenatismo l’ha portata Roberto Brazzale, industriale del settore caseario ma anche “figlio di una concertista, organista che girava il mondo e che Asiago ha fondato un festival che tuttora è in attività, interamente sostenuto dalla mia famiglia con fondi privati e senza contributi pubblici. Facciamo concerti a ingresso libero perchè ci costerebbe di più gestire la burocrazia che regalare i concerti. Sul nostro territorio sosteniamo anche un’orchestra giovanile e scuole di musica.” Il suo modello è totalmente privatistico, e rivendica una personale “addizionale IRPEF alla musica” e la vocazione ad essere “compratori di musica anche per gli altri”

Fare incontrare arte, mecenatismo e marketing

Si dichiara invece votata al dialogo Giulia Pordd di Ashtart Creative Consultancy , che lavora per “fare incontrare arte e imprenditoria, logica della cultura e logica di impresa e suggerire alle imprese pratiche virtuose per la responsabilità sociale.” Lo ha fatto negli anni lavorando a un progetto di produzioni artistiche per il Gruppo Würth, alle residenze musicali presso la Cantina Lageder e ai percorsi di sostegno di talenti e inclusività sociale della Gaspari Foundation di Verona, tutte esperienze in cui imprenditori si sono convinti a investire sull’arte grazie a una visione condivisa e alla possibilità, data dal marketing, di misurare i reali risultati.

La cultura come impresa produttiva

Sul tema è intervenuto il Sindaco di Mantova Mattia Palazzi rivendicando il ruolo dell’ente pubblico, rigettando l’idea di eventi gratuiti e chiedendo un cambio di mentalità da una concezione volontaristica ad una professionale dell’organizzazione culturale: “Bisogna spostare le risorse dal prodotto al processo: il lavoro culturale è lavoro vero, va affidato a dei professionisti con competenze nel campo amministrativo, economico, gestionale.”

Theresia a Trame Sonore, si parte

By Emilia Campagna - May 29, 2019
Ospiti di Trame Sonore i giovani talenti di Theresia esploreranno le origini del repertorio classico per archi toccando i luoghi fondamentali - Salisburgo, Vienna e Mannheim - dove negli anni ‘60 del Settecento il linguaggio orchestrale si sviluppò per giungere a una sintesi nella sinfonia classica.

Trame Sonore entra nel vivo e iniziano anche i concerti di Theresia, cinque appuntamenti che punteggiano da giovedì a domenica il ricchissimo cartellone della manifestazione mantovana.

I giovani talenti di Theresia, guidati dal direttore Claudio Astronio e da Gemma Longoni come primo violino concertatore, esploreranno le origini del repertorio classico per archi toccando i luoghi fondamentali – Salisburgo, Vienna e Mannheim- dove negli anni ‘60 del Settecento il linguaggio orchestrale si sviluppò per giungere a una sintesi nella sinfonia classica.

Mannheim sarà ben rappresentata dalla Sinfonia a 4 in fa maggiore n. 6 di Johann Stamitz (1717-1757) – compositore che ampliò l’uso dei fiati in orchestra e fu tra i primi ad adottare per la Sinfonia la struttura in quattro movimenti tipica dell’età classica – e dalla Sinfonia in Sol maggiore VB 19 di Franz Xaver Richter (1709-1789), conosciuto da Mozart nel 1778. Il programma dedicato a Vienna comprende invece la Sinfonia a 4 in sol maggiore di Georg Matthias Monn (1717-1750), la Sinfonia in la maggiore op. 25 n. 5 di Johann Baptist Vanhal (1739-1813) e il Quartetto n. 1 in fa maggiore di Josef Mysliveček (1737-1781), tutti e tre compositori protagonisti in varia misura di una transizione dallo stile barocco a quello galante, e di una affermazione della forma classica. Per Salisburgo sarà la musica di Wolfgang Amadeus Mozart a risuonare con due dei Divertimenti per archi (il n. 1 in re maggiore K136 e il n. 3 in fa maggiore K138) composti nel 1772 quando il giovane Mozart era ancora impiegato alla Corte dell’Arcivescovo di Salisburgo.

I primi due appuntamenti, giovedì mattina, avranno un pubblico speciale e saranno dedicati ai bambini delle scuole elementari: Remo Vinciguerra giocherà con la musica di Mozart in una guida all’ascolto coinvolgente e accattivante.

Tutti concerti di Theresia a Trame Sonore si svolgeranno in alcune sale meravigliose: la Sala dei Fiumi di Palazzo Ducale, un autentico gioiello, il Teatro Bibiena, dove suonò un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart, la Loggia di David di Palazzo Tè.

I concerti di Theresia al Festival Trame Sonore

Giovedì 30 Maggio – ore 9.00 e ore 10.30
Teatro Bibiena
“Giochiamo con Wolfgang!” – Concerto-laboratorio
Theresia Orchestra – Gemma Longoni primo violino
Conduce Remo Vinciguerra
W. A. Mozart (1756-1791)
Divertimento per archi n. 1 in re maggiore K136
Divertimento per archi n. 3 in fa maggiore K138

Venerdì 31 Maggio – ore 10.30
Theresia Orchestra – Gemma Longoni primo violino
Palazzo Ducale – Galleria dei Fiumi
“Salisburgo”
W. A. Mozart (1756-1791)
Divertimento per archi n. 1 in re maggiore K136
Divertimento per archi n. 3 in fa maggiore K138

Sabato 1 Giugno – ore 16.30
Theresia Orchestra – Claudio Astronio direttore
Palazzo Ducale – Galleria dei Fiumi
“Mannheim”
J. Stamitz (1717-1757)
Sinfonia a 4 in fa maggiore n. 6
F. X. Richter (1709-1789)
Sinfonia in Sol maggiore VB 19
Domenica 2 Giugno – ore 9.30
Palazzo Te – Loggia di David
Theresia Orchestra – Claudio Astronio direttore

Domenica 2 Giugno – ore 12.00
Theresia Orchestra – Claudio Astronio direttore
Palazzo Ducale – Galleria dei Fiumi
“Vienna”
M. G. Monn (1717-1750)
Sinfonia a 4 in sol maggiore
J. B. Vanhal (1739-1813)
Sinfonia in la maggiore op. 25 n. 5
J. Mysliveček (1737-1781)
Quartetto n. 1 in fa maggiore

A Mantova una tavola rotonda per parlare di nuovo mecenatismo e comunicazione

By Emilia Campagna - May 27, 2019
Intervista a Filippo Cavazzoni su nuovo mecenatismo e comunicazione, temi al centro di una tavola rotonda in cui si parlerà anche di Theresia e Fondazione iCons

Nuovo mecenatismo e uso delle nuove tecnologie saranno al centro di una tavola rotonda organizzata da Oficina OCM e Istituto Leoni e che si svolgerà a Mantova nell’ambito di Trame Sonore. Venerdì 31 maggio alle 10.30 presso Palazzo Castiglioni la tavola rotonda dal titolo “Mecenatismo, art bonus e social media: risorse, idee e politiche a favore della musica e delle arti”, rappresenterà un momento di riflessione e confronto con tutti gli operatori del settore, tra cui addetti ai lavori e musicisti, con lo scopo di affrontare temi di grande rilevanza per tutto il comparto attraverso specifiche sessioni coordinate dal giornalista musicale Angelo Foletto. Anche Fondazione ICONS sarà tra i protagonisti del dibattito legato al mecenatismo con l’intervento di Elena Gaboardi, Vice Presidente Fondazione ICONS.

Abbiamo chiesto qualche anticipazione a Filippo Cavazzoni, che per l’Istituto Bruno Leoni ha collaborato all’organizzazione dell’evento e che ne curerà l’intervento introduttivo.

Filippo Cavazzoni, la tavola rotonda si occuperà di mecenatismo, Art Bonus e social media: come avete individuato questi temi? Ritenete che siano queste le grandi sfide dell’organizzazione musicale in Italia?

“Questo è il quarto anno che come Istituto Bruno Leoni affianchiamo Oficina OCM nell’organizzazione di una tavola rotonda nell’ambito di Trame Sonore: ogni volta abbiamo cercato di dare un taglio operativo, delineando un evento pensato per addetti ai lavori che abbia ricadute estremamente pratiche. In questa edizione ci dedichiamo a quelli che appaiono essere i problemi urgenti del mondo musicale oggi, ovvero il reperimento di risorse al di là dei finanziamenti pubblici e il coinvolgimento di un nuovo pubblico.”

Quando parla di nuovo pubblico si riferisce ai giovani? C’è realmente un problema di invecchiamento del pubblico della classica?

“C’è nella misura in cui la musica classica continua ad essere percepita come qualcosa di difficile e i giovani sono impreparati e anche un po’ spaventati. Abbiamo un grosso limite in Italia dato dal fatto che la Storia della Musica è assente dai programmi scolastici e l’uso di nuove tecnologie può aiutare a rendere più comprensibile l’ascolto della musica. Ne parleremo con Paolo Besana, Capo Ufficio del Teatro alla Scala, Michele Dall’Ongaro Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Andrea Maulini, docente all’Università di Bologna e Barbara Minghetti, Direttrice Artistica del Macerata Opera Festival – Sferisterio.”

Ma “attirare” i giovani attraverso i social o app del cellulare non rischia di rinchiudere la loro attenzione dentro il piccolo schermo dello smartphone e allontanarli ulteriormente dalla fruizione dal vivo della musica?


“Il rischio c’è ma esistono anche delle esperienze virtuose in tal senso, penso a progetti portati avanti dal Teatro Regio di Parma e dai Berliner Philarmoniker, o da iniziative di grandi istituzioni come il Met che in questi anni hanno portato l’opera in diretta nei cinema di tutto il mondo. Poi, certo, la cosa migliore è portare la gente nelle sale da concerto: magari togliendo un po’ di polvere e svecchiando la ritualità come sta facendo Trame Sonore a Mantova.”

Parliamo di Art Bonus, un altro dei temi della tavola rotonda: si tratta di un incentivo fiscale che da alcuni anni premia chi effettua donazioni liberali a favore della cultura: che impatto sta avendo questa possibilità sui finanziamenti in particolare alle attività musicali?

“L’Art Bonus esiste dal 2014 e negli anni si è estesa molto la platea dei beneficiari: prima era destinato al patrimonio culturale, poi sono state incluse le Fondazioni Liriche, ora possono accedere anche orchestre e festival. Ciò che cercheremo di portare alla luce nella sessione dedicata è il fatto che bisogna professionalizzare la capacità di far tesoro di questo strumento presentando le realtà che hanno saputo sfruttarlo al meglio attraverso mirate campagne di comunicazione, come ad esempio il Kilowatt Festival per cui sarà presente Lorenzo Anania. E del lato tecnico pareremo con Carolina Botti, consulente del MiBACT proprio sul tema dell’Art Bonus, Irene Sanesi, commercialista.”


E per quanto riguarda il nuovo mecenatismo?


“Su quel tema abbiamo cercato realtà che ci portassero delle esperienze nuove e avessero spunti con ricadute immediate: Elena Gaboardi ci parlerà di Theresia e del sostegno dato a questo progetto musicale da parte di Fondazione ICONS, mentre Roberto Brazzale ci porterà l’esperienza “di famiglia” di imprenditori vicentini legati al mondo della musica e forti sostenitori di iniziative musicali sul loro territorio.”

Vienna, Salzburg, Mannheim:
Theresia’s musical journey at Trame Sonore

By Emilia Campagna - May 23, 2019
We are about to embark on an enlightening musical journey. It will bring us and our audience through the three main towns when it comes to Classicism: Vienna, Salzburg and Mannheim

We are about to embark on an enlightening musical journey: it will bring us and our audience through the three main towns when it comes to Classicism: Vienna, Salzburg and Mannheim. And yet, nobody will have to leave at all the beautiful centre of Mantua, where we will be hosts of “Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival”.

Music is constantly appreciated as the most powerful way for time-travelling: this is even truer for orchestras that, like Theresia, perform on period instruments, deepening the historical performance practice.

So, this time we are headed for the very roots of Classical style, in search of the origins of Symphony and Sonata form.

Mannheim is considered to be a true school of classical style, thank both to the orchestral techniques pioneered by the court orchestra of Mannheim in the latter half of the 18th century and to the group of composers of the early classical period, who composed for the orchestra itself. The orchestra had an excellent reputation, due to its excellent discipline and the individual skill of its players; the English traveller Charles Burney called it “an army of generals”. The father of the school is considered to be the Bohemian composer Johann Stamitz, whose Symphony in F major n. 6 will be performed together with F. X. Richter‘s Symphony in G major VB 19 (concert on 1st June at 4.30 pm at Palazzo Ducale, Galleria dei Fiumi).

Since it was an imperial capital, Vienna was one of the main centres of musical life in Europe: the Viennese Classical school is nowadays best associated with the names of Mozart and Haydn, but the very transition from Baroque to Classical style was due to composers like Georg Matthias Monn. Monn, who was born in Vienna in 1717 and died in the same city in 1750, represents a school of Austrian composers who had thoroughly studied the principles of counterpoint as practised by Johann Sebastian Bach, but also effected a change from the formalistic and ornate Baroque style to the simpler, more graceful Galante music. Moreover, they renewed the sonata form by expanding the concepts of secondary theme and development. Even Czech-born composers Johann Baptist Wanhal and Josef Mysliveček (both born in the 1730s) are important representatives of the new style. Furthermore, many of Wanhal’s symphonies are in minor keys and are considered highly influential to the “Sturm und Drang” movement of his time. And, is renowned the influence that Josef Mysliveček had on the young Mozart. Monn, Vanhal and Myslivecek will be performed in our “Vienna” concert on 2nd June at 9 a.m. (Palazzo Te) and 10.30 p.m. (Palazzo Ducale).

Last but not least, Salzburg was obviously the town where Wolfgang Amadeus Mozart was born and where he started his career as a court composer to the Archbishop Hieronymus Colloredo: in 1772, when he was sixteen he wrote three Divertimenti after the second of three extended trips to Italy. A final trip to Italy was already in the planning and the Italian influence on Mozart’s writing is strong. The three-movement structure follows the pattern of the Italian Sinfonia, while the writing also nods in the direction of the widely respected Joseph Haydn and Johann Christian Bach – whom Mozart had met in London and whom he regarded as both friend and mentor. String Divertimentos n. 1 in D major and n. 3 in F major will be performed on 30th May at 9 a.m. and 10.30 a.m. (Teatro Bibiena) and on 31th May ah 10.30 a.m. (Galleria dei Fiumi di Palazzo Ducale).

Theresia’s strings will be conducted by Claudio Astronio with Gemma Longoni as violin concertmaster.

Da Mantova a Bolzano, i prossimi concerti

By Emilia Campagna - May 21, 2019
Ecco il calendario dettagliato dei prossimi concerti: in un'estate particolarmente ricca, Theresia sarà a Mantova, Ginevra, Bolzano, Rovereto e Milano

Saranno tre mesi intensi e ricchi di nuovi progetti quelli che attendono Theresia: dopo il successo dei concerti a Lodi e Mantova diretti da Alfredo Bernardini, l’orchestra è pronta a rimettersi in gioco.

I prossimi concerti saranno di nuovo a Mantova: il 4 maggio abbiamo inaugurato gli “Assaggi di Festival”, ora torniamo nella meravigliosa città che si fa teatro per centinaia di concerti con il Festival Trame Sonore. Dal 30 maggio al 2 giugno Theresia sarà presente a Trame Sonore per una serie di concerti in cui gli archi dell’orchestra, guidati dal direttore Claudio Astronio e da Gemma Longoni come primo violino concertatore, esploreranno le origini del repertorio classico per archi toccando i luoghi fondamentali – Salisburgo, Vienna e Mannheim – dove negli anni ‘60 del Settecento il linguaggio orchestrale si sviluppò per giungere a una sintesi nella sinfonia classica.

Il cartellone di Trame Sonore è davvero densissimo, con 200 concerti nell’arco di cinque giorni: il programma completo lo trovate qua, mentre in calce a questo articolo troverete nel dettaglio dove e quando sentire Theresia a Mantova.

In luglio ci spostiamo a Ginevra, città che ci ospita per la prima volta: Inauguriamo una nuova prestigiosa collaborazione con il festival estivo Concert d’été a Saint-Germain: sarà di nuovo un’Accademia per archi, questa volta guidati da Chiara Banchini in un programma che allarga decisamente i confini del nostro repertorio. Nei due concerti in programma il 7 e 8 luglio, accanto a pagine di W. A. Mozart (Adagio e Fuga in do minore K546) e C.P.E. Bach (Concerto per flauto e archi in re minore, solista Samuel Casale), gli archi di Theresia eseguiranno la Sinfonia n. 7 di Mendelssohn, pagina giovanile in cui la vibrante vena Sturm und Drang convive con l’eredità del contrappunto bachiano.

Il 15 Agosto Theresia sarà protagonista del Concerto di Ferragosto di Milano Arte Musica, e al termine del lungo stage che vedrà l’orchestra in residenza a Rovereto, Theresia tornerà al Bolzano Festival Bozen (22 Agosto), prestigioso festival di cui è già stata ospite per quattro edizioni consecutive dal 2013 al 2016: il progetto orchestrale che vedrà come direttore Claudio Astronio, sarà dedicato a un autore particolarmente amato dall’orchestra giovanile, Joseph Martin Kraus. Di Kraus (1756-1792), detto il “Mozart Svedese”, Theresia ha già affrontato in questi anni alcune delle più belle Sinfonie: ora si appresta ad eseguire l’integrale delle Ouverture, in un ambizioso progetto che sfocerà nella pubblicazione di un cd.

 

 

I concerti di Theresia al Festival Trame Sonore

Giovedì 30 Maggio – ore 9.00 e ore 10.30
Teatro Bibiena
“Giochiamo con Wolfgang!” – Concerto-laboratorio
Theresia Orchestra – Gemma Longoni primo violino
Conduce Remo Vinciguerra
W. A. Mozart (1756-1791)
Divertimento per archi n. 1 in re maggiore K136
Divertimento per archi n. 3 in fa maggiore K138

Venerdì 31 Maggio – ore 10.30
Theresia Orchestra – Gemma Longoni primo violino
Palazzo Ducale – Galleria dei Fiumi
“Salisburgo”
W. A. Mozart (1756-1791)
Divertimento per archi n. 1 in re maggiore K136
Divertimento per archi n. 3 in fa maggiore K138

Sabato 1 Giugno – ore 16.30
Theresia Orchestra – Claudio Astronio direttore
Palazzo Ducale – Galleria dei Fiumi
“Mannheim”
J. Stamitz (1717-1757)
Sinfonia a 4 in fa maggiore n. 6
F. X. Richter (1709-1789)
Sinfonia in Sol maggiore VB 19
Domenica 2 Giugno – ore 9.30
Palazzo Te – Loggia di David
Theresia Orchestra – Claudio Astronio direttore

Domenica 2 Giugno – ore 12.00
Theresia Orchestra – Claudio Astronio direttore
Palazzo Ducale – Galleria dei Fiumi
“Vienna”
M. G. Monn (1717-1750)
Sinfonia a 4 in sol maggiore
J. B. Vanhal (1739-1813)
Sinfonia in la maggiore op. 25 n. 5
J. Mysliveček (1737-1781)
Quartetto n. 1 in fa maggiore

Meet Theresia: Pantea Moshfegh

By Emilia Campagna - May 17, 2019
Meet violinist Pantea Moshfegh, a period instrument enthusiast and one of the newest member of Theresia: "It's a very pleasant feeling to make music with so many great musicians who have the same passion for music."

Let’s continue to getting to know musicians who have joined Theresia recently: today we have asked violinist Pantea Moshfegh, 27 years old, from Iran, to tell us something about her experience.

Pantea, where are you actually studying or working?

I came to Graz, Austria 8 years ago and started my bachelor at the university of music and performing arts in the field of modern violin. During my master I started baroque violin parallelly. After a while I was quite drawn to it and decided to take the entrance exam and start studying baroque violin. Now I’m studying baroque violin with Susanne Scholz in Graz and am also working as violin teacher and freelance musician.

Have you quit the modern one?

Not at all, I still play modern violin, mostly in orchestra and for teaching. In general, I love the music and playing violin, from any period! But what I like the most about baroque violin is the loyalty to music and historical performance practice which one can’t find easily in modern violin playing, studying or performing …

It’s very nice to get to know so many people from my age who chose the same path and have the same enthusiasm in historical performance practice studies.

When did your passion for the period instrument start?

The first time I heard/saw an early music Ensemble was on the TV channel Mezzo, I was about 16 years old. It was Jordi Savall Ensemble. I remember how fascinated I was. At that time I knew nothing about early music but after a while of reading and searching, it turned to one of my dearest passions… When I came to Graz I never thought I would choose it as my main activity and subject in music but my experience with modern violin and studying it changed my perspective completely. It’s been 2 years since I changed my direction and I couldn’t be happier.

How have you known about Theresia?

I heard about the orchestra from my colleagues in Graz who already played with Theresia Orchestra. I heard that there’s an audition soon and I thought it would be an interesting experience.

How has the experience gone so far?

Really nice, I’m very happy with the repertoire we have been playing. It’s a very pleasant feeling to make music with so many great musicians who have the same passion for music. I also appreciate working with Alfredo Bernandini very much. He has amazing ideas and express them so well that it comes naturally to us.
Beside, it’s very nice to get to know so many people from my age who chose the same path and have the same enthusiasm in historical performance practice studies. I’ve been mostly in Graz, where we have an amazing early music department, but I find it very important to meet people from other countries, exchange ideas and learn from each other.

Where do you see yourself in five or ten years? Do you think you’d rather be a soloist, have your own chamber ensemble or play in an orchestra?

“It’s a really difficult question. In general, I love performing – solo, in orchestra or small ensembles… And I’d be also very interested in researching and teaching. But I think I’d like mostly playing in a small ensemble, somewhere where one can share ideas and learn from other people. In Graz, I experienced this with the Violin Consort Ensemble which we founded with three of my colleagues. We play mostly music from the early baroque period. I think it’s very rewarding to play in a small ensemble because it helps you to discover and shape your own voice and taste in music.”

Meet Theresia: Irina Fârtat

By Emilia Campagna - May 8, 2019
Violist and violinist Irina Fârtat is one of the youngest in Theresia: she is 23 years old, and she's just started her experience in Theresia playing in Lodi and Mantua. Let's find more about her.

Violist and violinist Irina Fârtat is one of the youngest in Theresia: she is 23 years old, and she’s just started her experience in Theresia playing in Lodi and Mantova. Let’s find out more about her.

Irina, where are you from and where are you studying at the moment?

“I’m from Bucharest, and at the moment I am doing my first Master in Geneva with Florence Malgoire. I’m studying both historical violin and viola, but in Theresia I’m playing the viola.”

How did you know about Theresia?

“I was looking for some orchestral projects: I found the name of Theresia in some of my colleagues resumes; also, some of them told me about this project. Then I heard about the auditions, and I thought it would be a great idea to try. It has been an excellent choice, because I was interested both in the orchestral experience and in the kind of repertoire played by Theresia. Also, I am looking forward to learning from my colleagues, from the tutors, the conductors, from everyone.”

How has the experience gone so far?

“It’s great, I love it. I like the fact that Alfredo Bernardini is really creative in his way of working with us: he makes us feel as we are on the same level, and he has great ideas. I also found very interesting the lectures: it was great to get Bernardini’s point of view about his experience as a freelancer. We need advice, and it’s good to know other musicians’ stories, people who have already gone through it. I also liked very much listening to Professor David Wyn Jones: it’s great to get more information about the music we are going to perform from someone who has done so much research on exactly the type of repertoire that we are performing and the historical and social and political context behind it.

I like the fact that Alfredo Bernardini is really creative in his way of working with us: he makes us feel as we are on the same level, and he has great ideas

Are you specifically interested in becoming an orchestra player? Which are your plans for the future?

“Well, I think that solo life is not for me, I like working in a team, each having a bit of solo parts. The viola has much more repertoire in chamber and orchestral music, and it is a very important part of the harmony.”

Do you have a chamber group?

“Right now I enjoy playing chamber music and in orchestra projects at the university, and also whenever I am needed in freelance projects, but I don’t have a chamber music group or an ensemble of my own. I would love to, hopefully in the next years…”

It’s great to get more information about the music we are going to perform from someone who has done so much research on exactly the type of repertoire that we are performing and the historical and social and political context behind it.

Do you also play modern violin?

“Yes, I am actually. It is great that I get to play repertoire from the 16th and 17th century on the violin, and from the 18th and 19th century, the viola repertoire starts to develop more, so I get to play more on the viola as well. I am also open to play in projects with modern instruments, but right now I’m focused on the historical performance. It’s what I’ve been wanting for a very long time. I’ve always liked listening to Renaissance, Baroque and Classical music, up to Early Romantic: that has always been the music I would understand best, since I can remember. At a certain point, I heard orchestras and ensembles playing with historical instruments, and I really loved it! I realized that it was the way I wanted to play. But, you know, in Bucharest this kind of performance is not so popular: we have the Russian school, which is devoted to performing with great intensity and emotion every kind of repertoire. And, obviously, there’s nothing wrong about that, except I wanted to focus on the historical performance practice.”

When did you start to study baroque viola?

“I had been wanting to play historical viola since high school, but I actually didn’t have many opportunities. After finishing high school, I moved to Switzerland to do a Bachelor in modern viola. During my third year of Bachelor in Zurich, I found out that I could choose a secondary instrument, and I choose baroque viola with Ulrike Kaufmann. That was my first contact with historical performance, and it was so good that I decided to go on, and moved to Geneva. And here I am.”

Meet Theresia: Camilo Arias

By Emilia Campagna - April 28, 2019
Let's meet violinist Camilo Arias, one of the six musicians joining Theresia for the first time

The new Theresia’s project (which is starting in these days and will end with two concerts on 3rd May in Lodi and 4th May in Mantua) will welcome six new musicians joining our orchestra. Let’s meet them starting with violinist Camilo Arias.

How old are you, where do you come from and where are you actually studying or working?

My name is Camilo Arias and I’m 27 years old. I come from Colombia, and I’m currently finishing my master in “historical informed practice” at the Hochschule für Musik und darstellende Künste Frankfurt am Main.

Speaking of performing music on historic instruments, which has been your most significant experience?

My most significant experience with historical instruments so far has been to play Bach’s Saint Matthews Passion for the First Time. It is such a rich work, that I had the feeling I could understand a little bit more about western culture only by playing it. It is like hearing Bach’s own exegesis of the Bible through music, his own thoughts and meditations about symbols that have been fundamental for a big part of the world… Although other Bach works are technically way more demanding for the violin, I still had the strange feeling that I had accomplished something in life only by sitting there and being part of it.

What are you expecting from this experience in Theresia?

From Theresia I am expecting to find joy with people and music, to find some inspiring musical friendships. I am looking for an ideal, friendly working atmosphere that aims for quality, in order to live up to the music. Since I recently went through some career-questioning, I’m hoping to find motivation and fun, that is why I came here.

Where do you see yourself in ten years?

In 10 years I see myself teaching back in my country and sharing what I have learned here. This is a goal that needs to be worked out and prepared properly, since I would like to reach a position in which I could impact society in the best possible way, so I don’t really know how long it is going to take me to be there. I have made some thoughts about this though, and Theresia plays also a role in this sense.

Trame Sonore: Carlo Fabiano racconta il Festival

By Emilia Campagna - April 27, 2019
Theresia sarà al Festival Trame Sonore, una manifestazione unica nel suo genere che si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno nei più bei luoghi (teatri ma anche sale di palazzi, chiese, corti, giardini) della Città di Mantova, con 200 concerti e numerosissimi artisti coinvolti. Ne abbiamo parlato con il Direttore Artistico Carlo Fabiano.

Theresia sarà al Festival Trame Sonore, una manifestazione unica nel suo genere che si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno nei più bei luoghi (teatri ma anche sale di palazzi, chiese, corti, giardini) della Città di Mantova, con 200 concerti e numerosissimi artisti coinvolti. Ne abbiamo parlato con il Direttore Artistico Carlo Fabiano.

Carlo Fabiano, è difficile raccontare un Festival come Trame Sonore che in pochi giorni concentra centinaia di concerti, ma proviamoci: quali sono gli appuntamenti principali? C’è un tema dominante (o più di uno)?

“Quando mi viene fatta questa domanda cerco sempre di partire dalla definizione di cos’è Trame Sonore: il termine “Festival” ci sta un po’ stretto. La nostra intenzione è quella di creare un momento privilegiato di incontro nel settore musicale, tra artisti, operatori e grandi appassionati, nel quale sviluppare un dibattito su quella che può essere la prospettiva della musica d’arte (nel nostro caso musica da camera) nel futuro. Posto che la materia è una materia eterna, le modalità per poterla traghettare nel futuro sono tutte da disegnare: le location, il modo di rapportarsi tra artista e pubblico, le capienze delle sale, sono tutti parametri su cui riflettere e io vorrei che Trame Sonore, un momento in cui c’è tantissima musica ma soprattutto tantissimi musicisti e operatori musicali diventasse uno spazio di dialogo in tal senso. Questa è la prima cosa che mi sento di dire, poi per quanto riguarda l’impostazione del programma ci sono 200 concerti, che quest’anno hanno una tematica emergente ovvero i 200 anni della nascita di Clara Schumann, la donna dell’Ottocento musicale, di cui indagheremo l’influenza straordinaria che ebbe sul suo tempo; il secondo topos è su Leopold Mozart, a 300 anni dalla nascita: lo omaggeremo non tanto come compositore, quanto come docente, emblema di coloro che riescono a effettuare la trasmissione del sapere musicale.”

Come è nata questa manifestazione?

“Trame Sonore esiste dal 2013, siamo alla settima edizione. Ebbe un paio di numeri zero, che hanno dato il via alle riflessioni e indotto noi dell’Orchestra da Camera di Mantova a provare questa formula. Le prime sperimentazioni risalgono al 2009, anno di celebrazioni per i 200 anni dalla morte di Haydn, autore che a noi sembrava abbastanza ignorato. Poi nel 2012, anno del terremoto, lanciammo una serie di iniziative musicali in vari luoghi della città, e lì ci siamo accorti che rimodulare le modalità di offerta, ad esempio riportando la musica da camera nelle sale dei palazzi, ovvero nei salotti, togliendo i frac obsoleti ai musicisti, facendo parlare i musicisti con il pubblico, riducendo le durate dei concerti, dava un grande risultato: ci accorgemmo che finalmente avevamo una marea di gente, soprattutto giovane, gente che è avida di cultura ma che nei confronti della classica una sorta di blocco o timore reverenziale: un cambiamento visibile nella partecipazione è avvenuto proprio cercando di rendere la musica classica più fruibile, destrutturandola dal punto di vista della ritualità. Da lì Trame Sonore ha preso il via, in questa meravigliosa città, con degli sono spazi incredibili, dal Palazzo Ducale a Santa Barbara a Palazzo Tè. Quest’anno i luoghi dei concerti sono 20, tutti raggiungibili in pochi minuti a piedi.”

Qual è il pubblico di Trame Sonore?

“E’ un pubblico internazionale, misto, di tutte le età, ma con molti giovani: persone motivate che si nutrono di cultura, frequentano le mostre, vanno a teatro e al cinema (il cinema impegnato). E sono tante: nell’ultima edizione abbiamo registrato 50000 presenze nell’arco delle cinque giornate di festival.”

Ci accorgemmo che finalmente avevamo una marea di gente, soprattutto giovane, gente che è avida di cultura ma che nei confronti della classica una sorta di blocco o timore reverenziale: un cambiamento visibile nella partecipazione è avvenuto proprio cercando di rendere la musica classica più fruibile, destrutturandola dal punto di vista della ritualità.

Come si è sviluppato il festival in queste edizioni?

“In questi anni siamo andati avanti su questa strada, convincendoci anzi rafforzando quelle che sono state le impostazioni basilari. Dal punto di vista tematico quest’anno siamo un po’ più strutturati dal punto di vista dei contenuti, come dicevo prima, con questi filo rossi Clara Schumann e Leopold, ma i presupposti rimangono gli stessi. Quest’anno devo dire che abbiamo anche cercato di ridimensionarci un po’ perché tutta la manifestazione da gestire è davvero impegnativa; tra l’altro sono moltissimi i musicisti che ci scrivono chiedendo di partecipare e non riusciamo ad accontentare tutti.”

Tra le novità di quest’anno c’è Assaggi di Festival: qual è il senso di un preludio spalmato lungo un mese rispetto a un Festival che esplode in pochi giorni?

“Trame Sonore si rivolge a un pubblico nazionale e internazionale, con molti che giungono a Mantova appositamente per il Festival, ma poi abbiamo una città, Mantova, che ci accoglie, una città di piccole dimensioni che ci apre completamente le porte: Assaggi di Festival vuole essere un percorso di sensibilizzazione proprio rivolto ai cittadini mantovani, per conoscere ancora di più le sale dei palazzi con le loro meravigliose acustiche e per far conoscere ancora di più il nostro progetto .”

A proposito di progetti speciali, quest’anno per la seconda volta al Festival si esibirà Theresia, inaugurando anche la serie degli “Assaggi”: che cosa pensa del progetto di mecenatismo culturale che sta dietro all’orchestra?

“Intanto vorrei fare un complimento enorme a Theresia che piace per lo spirito, per l’impostazione e per i risultati musicali, che io ho sentito veramente eccellenti: è un’orchestra che suona molto bene, che sprizza entusiasmo e preparazione, per cui sono molto felice che Theresia sia per la seconda volta residente a Trame Sonore. Sul mecenatismo mi vien da dire che sia un po’ il futuro, vedendo come vanno i finanziamenti pubblici, in un paese in cui la cultura dovrebbe al contrario essere così importante e sostenuta. Battere la via del mecenatismo è un po’ andare alle origini della cultura italiana ed è una strada obbligata. Theresia in questo senso è un modello, perché mostra che i privati possono investire in cultura con importanti risultati.”

Questi temi saranno anche al centro di una tavola rotonda:

“Assolutamente, proprio perché ci teniamo ad affrontare temi di questo tipo. Ci sarà una mattinata dedicata a come riuscire ad attivare meccanismo attorno al fund-raising in ambito privato, si parlerà di Art Bonus e di meccanismi correlati, e anche in questo contesto il contributo di Theresia potrà essere molto rilevante.”

Tra Assaggi e Trame Sonore, Theresia in trasferta a Mantova

By Emilia Campagna - April 24, 2019
Sono molti gli appuntamenti che nel mese di maggio, fino all'inizio di giugno, porteranno Theresia a Mantova

Sono molti gli appuntamenti che nel mese di maggio, fino all’inizio di giugno, porteranno Theresia a Mantova: la meravigliosa città sui tre laghi ospiterà l’orchestra per un primo concerto il 4 maggio nella splendida Sala dei Fiumi di Palazzo Ducale. La serata inaugura la serie degli “Assaggi di Festival”, un mese di appuntamenti che avvicinano alla settima edizione di Trame Sonore.

Dopo il concerto del 4 maggio, in cui l’orchestra sarà diretta da Alfredo Bernardini, il nome di Theresia torna nel cartellone degli Assaggi: Simone Laghi, segretario artistico del Festival, parlerà di orchestre e di interpretazione su strumenti originali il 14 maggio, alle 21.15 al Cinema Oberdan, prima della proiezione del film documentario “The breath of the Orchestra” di Katarzyna Kasica (Polonia, 2014). Il lavoro della regista polacca è centrato sulla figura di Frans Brüggen – recentemente scomparso – fondatore nel 1981 dell’Orchestra of the Eighteenth Century, un ensemble specializzato nel repertorio del XVIII e dell’inizio del XIX secolo.

Gli archi dell’orchestra infine si riuniranno per uno stage residenziale a Mantova proprio durante il Festival Trame Sonore: tra il 30 maggio e il 2 giugno saranno ben cinque le occasioni per ascoltare i nostri giovani talenti, guidati dal primo violino concertatore Gemma Longoni e dal direttore Claudio Astronio. Cinque concerti con un esteso repertorio che ruoterà attorno a tre città simbolo del classicismo musicale, Vienna, Mannheim e Salisburgo, e di cui vi racconteremo approfonditamente nei prossimi post.